
(METEOGIORNALE.IT) Era il Natale 2020 quando giunse l’ultimo freddo in Italia degno di nota. Niente di eccezionale in quei giorni, ma la temperatura si portò verso la media, soprattutto nelle regioni settentrionali, dove tutte le previsioni meteo davano la possibilità di nevicate dovute al transito di una perturbazione che avrebbe interessato tutta l’area. E le proiezioni davano neve appena nel dopo Natale, annunciando una nevicata in pianura durante le festività natalizie come raramente era avvenuto negli due ultimi decenni.
La neve venne il 28 dicembre 2020, ricoprendo soprattutto la pianura centro occidentale del Nord Italia, mentre badilate di neve caddero in Appennino settentrionale e sull’arco alpino sino a quote estremamente basse. La neve ammantò copiosamente Milano come non succedeva dall’inverno 2012-2013. In alcuni punti della città caddero ben 20 cm di neve. Ma non faceva così tanto freddo, così che soprattutto nel centro città, finita la precipitazione, per l’altissimo tasso di umidità la neve cominciò a fondere, a divenire la classica poltiglia biancastra. Poi giunse il gelo notturno che pietrificò il bianco mantello, che rimase nel suolo della pianura lombarda fin oltre Capodanno.
Video, Milano, la neve del 28 dicembre 2020
Nei giorni successivi si ebbero altre precipitazioni sulle regioni settentrionali, ma non cadde più la neve in pianura, questa continuò a scendere a più riprese, ma abbondantissima, a badilate sulle Alpi e l’Appennino settentrionale. Cadeva così tanta neve come non si ricordava da quell’inverno di circa una decina di anni prima. Eppure, eravamo in quel periodo chiamato cambiamento climatico e aumento della temperatura globale. La neve giunse alle basse quote nonostante non ci fosse stata alcuna irruzione d’aria gelida, solo uno sbuffo freddo.
Quest’anno l’evoluzione meteo sembra essere molto più favorevole di allora: innanzitutto su ampia scala l’aria fredda proveniente dalla Siberia si sta portando sull’Europa centro-settentrionale, e poco importa se non arriverà in Italia nei prossimi giorni. Gli inverni che mostrano periodi molto rigidi e prolungati sono quelli in cui il freddo tende a sedimentarsi al suolo, e soprattutto a costruire una struttura amplissima con aria gelida.
Questa al momento non c’è, la vediamo solo sulle carte dei modelli matematici di previsione, e come noto, dopo 5-7 giorni di validità la proiezione ha una minore affidabilità. Perciò dobbiamo aspettare qualche giorno per avere una migliore idea di ciò che succederà.
Video della neve di gennaio 2017 in Abruzzo
In tutto questo marasma, ho pensato potesse essere utile citare un altro evento meteo, stavolta molto rigido, quello avvenuto nel gennaio 2017 già prima dell’Epifania, e che condusse quel mese ad esse più rigido rispetto agli altri.
Parliamo di un mete che avvenne appena l’altro ieri. Quando una distesa di aria siberiana raggiunse l’Italia, determinando un’ondata di freddo eccezionale soprattutto nella Penisola, gran parte delle Isole Maggiori, ed in minor misura nel Nord Italia. Temperature bassissime si registrarono nel settore adriatico e al Sud Italia, con alcune località che batterono i record storici di freddo. La neve si fece vedere su tutta la costiera adriatica, dove cadde per più giorni con temperature sottozero persino nell’estremo Sud della Puglia, a Santa Maria di Leuca.
L’8 gennaio 2017 sulla spiaggia di Porto Cesareo (LE) in Salento sono stati misurati in alcuni punti accumuli di 22-23 cm, determinando il record di terza spiaggia italiana più nevosa dal 2000, dopo le spiagge di Ravenna al primo posto con 35-40 cm nel febbraio 2012, al secondo le spiagge di Monopoli e Polignano a Mare con quasi 30 cm accumulati il 31 dicembre 2014. I 3 accumuli maggiori si ebbero quindi nell’arco di meno di 5 anni (credit Wikipedia).
Tanto freddo, neve tantissima, proseguirono con ulteriori impulsi anche più avanti, sino a metà mese, anche se con temperature meno rigide. Si ebbero nuove fortissime nevicate soprattutto sui rilievi sino a bassa quota delle regioni centrali e meridionali del settore adriatico. Neve abbondantissima cadde sino alle basse quote in Sardegna e Sicilia. Sembrava essere un inverno di quelli tosti.
Video della neve di gennaio 2017 in Sardegna
Purtroppo, il 18 gennaio una tragedia sconvolse italiani. Una valanga di grosse proporzioni si abbatté sul resort di un altopiano dell’Abruzzo distruggendolo. Parliamo di Rigopiano, dove morirono 29 persone.
Purtroppo, gli eventi meteo estremi, come anche le abbondanti nevicate, generano spesso disagi, ma anche vittime. Col meteo avverso purtroppo queste sono cose che accadono.
Sembra un blizzard nordamericano, gennaio 2017, Teramo
Qui, assieme a voi, stiamo ragionando per poter costruire assieme delle linee di tendenza nel tempo del lungo termine, cercando di conoscere quali potrebbero essere gli sviluppi meteorologici del mese di dicembre 2022. Gennaio è molto distante, e di questo mese abbiamo molte informazioni disponibili, ma non sono oggetto di analisi in questa sede.
Vi abbiamo parlato della lotta tra due masse d’aria estremamente diverse: quella oceanica umida e con le basse pressioni, quella molto fredda che viene dalla Siberia e che si sta portando sull’Europa orientale e poi quella settentrionale. Aria fredda però che è solo agli albori di rigidità, e che tenderà nel corso delle settimane a perdere ulteriormente calore ed essere sempre più attiva. Pertanto, se per ora l’anticiclone russo siberiano arresterà la sua egemonia verso ovest sotto la forza delle correnti oceaniche, potremmo rivedere l’anticiclone siberiano ancor più insistente e intenso, perciò più attivo, col suo gelo appena dopo Natale, o forse dopo Capodanno. O chissà anche prima, viste talune previsioni dei super calcolatori.
Lo sottolineiamo, quando si parla di freddo, il caos previsionale è per l’Europa una costante per ragioni geografiche e morfologiche del nostro Continente.
Il meteo invernale e tutto da costruire, ed è affascinante seguirne l’evoluzione, soprattutto nell’ambito in cui lo stiamo analizzando tutti assieme. Insieme quasi in diretta, con la scrittura veloce di articoli finalizzati più che altro a raccontare di getto, e magari chiediamo scusa per alcuni errori grammaticali. Questa non è letteratura, bensì un racconto, un’analisi che tra poche ore dovremo rimodellare, e non c’è molto tempo da perdere prima di metterla a disposizione. Pertanto, scusate ancora di eventuali distrazioni. Mentre si scrive scruto una serie di monitor, dati, mappe, ed è il messaggio che vi lascio che per me più conta.
Ci aggiorneremo con ulteriori approfondimenti meteo li avrete in giornata. Vi anticipo che c’è già un pezzo da rimodellare che è strettamente correlato a questo. (METEOGIORNALE.IT)
