
(METEOGIORNALE.IT) Ci siamo avvalsi dei principali modelli matematici di previsione (Centro Meteo Europeo e quello del NCEP) per individuare quando ci sarà la pioggia benefica sull’Italia, quella che dovrebbe portare la fine della siccità.
In questi giorni abbiamo visto violenti temporali, nubifragi, disastri per il forte vento, ma le piogge sono cadute con molta irregolarità, per altro hanno interessato soprattutto le pianure e le coste. Ovunque, hanno prevalso gli eventi meteo estremi come grandinate anche con grossi chicchi con danni alle cose, ma anche alle persone con diversi feriti. Abbiamo avuto anche vittime per il maltempo.
Ma la pioggia che risolverebbe la siccità non è quella che abbiamo avuto. Ben sappiamo che alcune località hanno ricevuto il doppio della pioggia che dovrebbe cadere in un mese, altre il triplo, mentre in regioni mediterranee ancor più.
La siccità che affligge l’Italia, oltre che amplissime aree del nostro Emisfero, è di grave intensità, si è estesa al sottosuolo, così che fontane naturali e sorgenti in non poche località sono asciutte.
Un diluvio di alcune ore, o di un’ora genera allagamenti, l’acqua scorre rapida verso il basso per finire in mare. Ben poca di quell’acqua affluisce nel sottosuolo ad alimentare le falde acquifere, comprese quelle di montagna dove ci sono le varie sorgenti.
Anche nel passato ci sono state piogge torrenziali, infatti non mettiamo in discussione l’evento in se, bensì la necessità di avere della pioggia benefica, ovvero, con rain rate moderati in modo tale che l’acqua affluisca anche verso il sottosuolo.
Perciò siamo andati a comprendere quando avremo un regime pluviometrico ideale per attenuare gradualmente la siccità. Orbene, per tutto settembre prevarranno piogge temporalesche distribuite con irregolarità. I modelli matematici tendono a spalmare molto più di quanto succede nella realtà le precipitazioni che avremo. Pertanto, considereremo tali proiezioni tenendone conto, e quindi, con settembre non avremo quelle piogge tanto attese.
Con il prossimo mese ci saranno piogge talvolta così intense da causare allagamenti su scala locale, ma saranno ripetute nel tempo per affluire anche nel sottosuolo? Forse in alcune aree d’Italia si, ma in prevalenza non avremo queste piogge.
Invece, con ottobre e novembre le piogge tendono in media ad essere meno violente, eccetto alcune situazioni. Quindi in quei mesi l’acqua riesce a percolare verso il sottosuolo, e non solo a bagnare la superfice. Ma le proiezioni per tali mesi insistono per dare un deficit pluviometrico. Ovvero, meno pioggia rispetto alla norma. E quindi, con maggior fatica avremo una riduzione della siccità.
In questi due mesi aumenterà il rischio di eventi alluvionali provenienti dal mare. Quest’anno ci troviamo con un mare caldissimo, che con settembre inizierà a perdere calore, ma se la temperatura dovesse mantenersi sopra la media, questo fenomeno avverrà molto lentamente.
Spingendo lo sguardo a dicembre notiamo che i modelli matematici danno maggiori piogge rispetto alla media, e questo potrebbe darci la speranza di avere una vera riduzione duratura della siccità, sempre che i mesi successivi siano forieri di precipitazioni.
Ma c’è un ma, il Nord Italia nei mesi invernali ha un picco verso il basso di precipitazioni. In montagna dovrebbe nevicare, e questo andrebbe poi a supportare, con le piogge primaverili, quel processo che attenuerebbe la siccità.
Purtroppo, nonostante le previsioni stagionali siano favorevoli anche per grandi nevicate alpine, non si ha certezza che sarà così. Per il resto d’Italia, dove viene prospettata una pluviometria sopra la norma, si avrebbero condizioni favorevoli all’attenuazione della fase di siccità.
La lunga fase meteo asciutta, però, tenderà a perdere influenza, questo è quel che appare ragionevole. Ma la fine dell’emergenza siccità sarà da analizzare nei prossimi mesi. (METEOGIORNALE.IT)
