
(METEOGIORNALE.IT) Il monitoraggio della situazione meteo e le previsioni del tempo alle medie latitudini sono in genere collegati al movimento dei fronti, note come perturbazioni atmosferiche.
Esistono tre tipi di fronti: il fronte caldo, il fronte freddo ed il fronte occluso.
Un fronte caldo è la zona di confine di una massa d’aria calda che avanza ed è rappresentato sulle carte meteorologiche da una linea con dei semicerchi, in genere rossi. Allo stesso modo, un fronte freddo è il limite di una massa d’aria fredda in avanzamento e viene disegnato come una linea con dei triangolini blu. Un fronte occluso è una zona di confine tra masse d’aria che si è spostata in quota.
Più intensi sono i fronti, più il tempo tenderà ad essere perturbato, con maggiori cambiamenti di temperatura tra i fronti caldi e freddi. I fronti raramente si formano ai tropici dove le differenze di temperatura sono minori.
In un fronte freddo, la densa aria fredda si incunea nella massa d’aria calda che incontra, sollevandola dalla superficie. La risalita può portare a rovesci e temporali. Queste precipitazioni diminuiscono man mano che l’aria fredda procede oltre il fronte.
In un fronte caldo, l’aria calda scorre sopra una densa massa d’aria fredda preesistente. Questo tende a produrre un più lento addensamento e abbassamento delle nuvole. Lo sviluppo di “torrette” tra le nubi stratificate, le nubi cumuliformi, indica che l’atmosfera sta diventando più instabile che avvia una ulteriore crescita verticale delle nuvole.
Un fronte occluso è un fenomeno che può svilupparsi in circa 48 ore. Il primo stadio del processo di occlusione vede un fronte caldo molto più avanti di un fronte freddo in arrivo. Inizialmente ci sono tre masse d’aria distinte, con una massa d’aria fredda davanti a quella calda che arriva con un fronte caldo. Dietro l’aria calda sopraggiunge un fronte freddo.
Il movimento più lento del fronte caldo permette a quello freddo di raggiungerlo.
Dopo uno o due giorni il fronte freddo preme su quello caldo. Questo forza l’aria calda a risalire, facendo svanire l’effetto del fronte caldo sulla superficie. Possono ancora esserci delle precipitazioni dal fronte, diventato occluso, anche se in genere poco intense. Questa sequenza di eventi è più comune nell’emisfero nord che in quello sud, perché i fronti caldi ben sviluppati sono meno comuni nell’emisfero meridionale.
Un improvviso abbassamento delle nubi, e l’apparire di nuvole uniformi, indicano che è probabile un repentino e violento cambiamento dell’intensità del vento. Un improvviso aumento della pressione atmosferica e una caduta della temperatura dell’aria accompagnano comunemente il passaggio di bufera come quella descritta. È probabile anche la presenza di attività temporalesca, con venti forti a raffiche. In genere queste condizioni sono causate da instabilità atmosferica, e non da veri e propri fronti. (METEOGIORNALE.IT)
