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Rischiamo una nuova Chernobyl in Europa, ma stavolta più devastante

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
05 Mar 2022 - 14:30
in Cronaca Meteo
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La città di Pripyat, vicina alla centrale nucleare di Chernobyl è disabitata dal 1986. Il luogo sarà invivibile, per almeno un centinaia di anni.
La città di Pripyat, vicina alla centrale nucleare di Chernobyl è disabitata dal 1986. Il luogo sarà invivibile, per almeno un centinaia di anni.

(METEOGIORNALE.IT) Ne parla oggi anche il premier britannico Boris Johnson, ma a scriverlo sono ormai in tanti. E qui non facciamo allarmismo che già ce ne è abbastanza. Bensì è il momento di avere buon senso, anche se sono certo che non ve ne sia e ce ne sarà.

 

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Chernobyl è una centrale nucleare dove uno dei quattro reattori nel 1986 esplose rilasciando materiale radioattivo che raggiunse ampie aree dell’Europa. Anche in Italia si ebbe una ricaduta di materiale radioattivo.

Ma il pronto intervento, con il sacrificio umano di varie persone (vari morirono per mettere in sicurezza la centrale), ci salvò da una catastrofe di maggiori proporzioni, in quanto, nonostante gli altissimi livelli di radiazioni, si intervenne per creare una condizione di sicurezza di quel reattore.

 

 

 

A Chernobyl non è tutto finito, fu messo un tappo, e se qualcuno ironizza sul fatto che quel tappone (noto come sarcofago) è inespugnabile ad un accidentale caduta di un missile, si sbaglia di grosso.

 

In un momento complesso serve avere i piedi a terra. Ora come ora non c’è stata fuoriuscita di materiale radioattivo verso l’Ucraina e tantomeno i paesi vicini. È stato rilevato un incremento di radioattività dovuta al transito di mezzi corazzati, e della battaglia che si è avuta nella zona, che resta comunque un territorio contaminato.

 

Ma la Russia sta attaccando le centrali nucleari ucraine, ha conquistato la maggiore, rivelatasi la più grande d’Europa, ora mira ad un’altra centrale, la seconda del Paese. Probabilmente è obiettivo delle forze militari conquistare aree strategiche, però da quelle parti c’è una guerra vera, ci sono missili e artiglieria pesante, e migliaia di teste di soldati terrorizzati da ambe le parti, perché la guerra noi la vediamo nei film, loro la vivono.

Un imprevisto è da mettere in conto. E per tal motivo che in Europa c’è subbuglio, ciò anche per le minacce dell’uso di armamenti nucleari da parte di Putin verso l’Occidente. Cosa ora come ora da escludere.

 

Noi ci occupiamo di scienza e ambiente, e chiunque mette a repentaglio la vita umana e l’ambiente è un delinquente. Lo è il piromane che appicca un fuoco che incendia un bosco, e non può esser da meno chiunque provoca una guerra.

 

In queste ore ci sono stati bombardamenti non solo in Ucraina, ma in Siria, Yemen, Somalia. In Africa numerosi Stati vivono in guerre infinite. Ma anche in alcuni Paesi americani ci sono condizioni di guerra, ma di certo quella più grave ora è per noi l’Ucraina, paese vicino a noi, oggetto di attenzione da parte di tutta la comunità internazionale.

 

Le centrali nucleari russe e ucraine sono quasi tutte di seconda generazione, questo significa che un errore umano, un sabotaggio, potrebbero replicare la situazione che abbiamo avuto con Chernobyl. Inoltre, in uno stato di guerra, chi ci assicura che vi saranno interventi rapidi ed efficaci nell’ipotesi di un incidente nucleare?

 

Attualmente siamo in una situazione gravissima per i rapporti internazionali, con l’impossibilità di fare dei controlli. Per altro, da quelle parti, la guerra durerà per la resistenza ucraina, anche dopo che quasi certamente conquisteranno la capitale, Kiev.

 

Si è parlato di una potenziale devastazione pari a sei volte Chernobyl. Altri sono più prudenti come Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento fusione e sicurezza nucleare Enea.

 

L’energia nucleare di cui ultimamente si è parlato come alternativa anche in Italia può essere una soluzione se le centrali venissero convertite in quelle più moderne, con sistemi di controllo efficaci, per passare a quelle di quarta generazione.

 

Ormai è evidente che l’energia estratta da prodotti di origine fossile non è sufficiente, e costa tanti danari oltre che altamente inquinante. E abbiamo anche la battaglia del clima che cambia da combattere, e questa riguarda tutti.

 

Dovremmo incentivare l’energia ottenibile dalle fonti rinnovabili, ma i passi da fare sono biblici, però spendiamo cifre immani in armamenti, distruggendo città e paesi, e non perseverando il nostro Pianeta.

 

La fine del Mondo saremo noi a causarla prima di un cataclisma naturale. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: attacco ucrainaChernobylincidente nucleare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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