
(METEOGIORNALE.IT) Ogni inverno attendiamo notizie affidabili su un’eventuale rottura del Vortice Polare, essendo questo vortice, l’innesco per ravvivare stagioni invernali statiche, o quasi, come quella che stiamo vivendo. Il quasi statiche è d’obbligo, durante questo inverno, in quanto, nonostante la fase di Vortice Polare intenso, tra le varie aree del nostro Emisfero, si sono avute varie ondate di gelo, in genere fulminee. Per l’Europa rammentiamo quella di un mese fa che ha interessato la Grecia e la Turchia, ma che poi si è spostata verso il Medio Oriente, dove ha avviato conseguenze come neve, freddo fin sino all’India settentrionale
Eppure, c’era il Vortice Polare intenso. Molto intenso, e non c’è stato alcuno split polare. Ci sono delle spiegazioni su questi eventi, le abbiamo ripetute molte volte qui. Ed in breve rammentiamo che sono accadute per l’effetto dei cambiamenti del clima.
L’ ondata di freddo sulla Grecia è iniziata dal 23 gennaio e si è conclusa al 26 gennaio 2022. E’ stata generata da una tempesta battezzata con il nome Elpis , nota anche come tempesta Elpida in Grecia. L’ondata di freddo ha colpito Atene e le isole egee. Abbiamo visto le immagini di Andro, Santorini e Mykonos sotto una consistente coltre di neve.
Nel frattempo, in Italia si avevano episodi nevosi irrisori a quote basse dell’estremo Sud Italia. Non di certo in pianura.
Per altro, da quelle parti della Grecia c’è stato anche molto freddo. La temperatura più bassa si è avuta a Lefkochori e a Phthiotis con -18,1°C. Il primo è un paesino della Grecia ionica, l’altro di quella centrale. Sono interne, non eccessivamente vallive. Quello giunto da loro fu un freddo notevole.
L’eccessivo contrasto termico ha causato persino una tromba di neve ad Andros. La Grecia e la Turchia del nord sono state paralizzate dall’evento meteo. Il direttore dell’Osservatorio nazionale di Atene, Kostas Lagouvardos ha dichiarato che la capitale non aveva visto eventi meteo del genere dalla tempesta Medea del 16 febbraio 2021.
La Grecia, più che l’Italia sembrerebbe essere una terra che più facilmente viene raggiunta dalle ondate di freddo, ma non facciamoci ingannare dagli eventi meteo degli ultimi vent’anni, perché nel nostro Paese, quando il vero freddo viene, produce estremi termici inferiori, e può essere anche molto persistente come durata.
Le notizie di quei giorni che venivano da Grecia e Turchia ci davano di migliaia di automobilisti rimasto bloccate dalle tempeste di neve, tanto che le autorità turche intimarono il divieto di utilizzo temporaneo di auto private.
Lo ripetiamo, eppure il Vortice Polare è stato intenso per tutto il periodo, come lo è attualmente.
Marlene Kretschmermi, che tra l’altro ha svolto un eccellente lavoro, encomiata da vari scienziati sull’ondata di freddo del Texas del febbraio 2021. Spiega cosa sta succedendo al nostro Emisfero.
Illustra che la previsione di ondate di freddo deve seguire una nuova logica, e che tali eventi succedono anche con un Vortice Polare forte. Essi sono correlati al forte riscaldamento dell’Artico.
Lo studio illustra le dinamiche e le cause, ma soprattutto avverte che nel futuro avremo più intense e frequenti ondate di gelo, soprattutto fulminee e innescate dal clima più caldo dell’Artico.
La scarsa e recente letteratura su questi cambiamenti del clima ci espone ad essere impreparati su eventi meteo rigidi improvvisi. Si tende ad essere eccessivamente tradizionalisti, a seguire teorie di 10-20-30 anni fa, e lo fanno anche vari meteorologi italiani che sono preparati, ma che forse si perdono gli aggiornamenti di questa scienza.
L’inverno sta finendo, ed è opportuno prevedere quanto e come il Vortice Polare influenzerà il nostro tempo atmosferico. Abbiamo parlato di un riscaldamento stratosferico, delle sue potenziali conseguenze.
Per prevedere con precisione come potrebbe presto evolvere il clima europeo, i meteorologi stagionali come, ad esempio, Judah Cohen di Atmospheric and Environmental Research in Massachusetts stanno cercando di capire come gli eventi nella Stratosfera si ripercuoteranno verso il basso nella Troposfera, lo strato dell’atmosfera in cui si verifica la maggior parte del tempo.
E parliamo non solo di Strat Warming, ma anche e soprattutto di Vortice Polare una circolazione di bassa pressione in Stratosfera.
Gli eventi di riscaldamento stratosferico, ovvero lo Strat Warming, sono, secondo varie teorie, un fattore scatenante, ma non garantito, per squilibrare il Vortice Polare. L’instabilizzazione del Vortice Polare è innescato da un flusso di energia verso l’alto sotto forma di onde atmosferiche su larga scala, secondo Amy Butler, ricercatrice presso il Laboratorio di scienze chimiche della National Oceanic and Atmospheric Administration.
In questa fase la Stratosfera è pronta a trasferire energia tramite onde atmosferiche che si muovono verso il basso nella bassa atmosfera. Ma la difficoltà preliminare è quella di determinare quali aree saranno sepolte dalle bufere di neve e quali avranno condizioni insolitamente miti.
I venti nella stratosfera circolano da ovest a est attorno al Polo Nord, attorno a un’area di bassa pressione: il Vortice Polare. Ma il rapido riscaldamento dell’ordine di almeno 30°C è un elemento di potenziale rottura del Vortice Polare (rottura, split, rallentamento dei venti). Questo studio è stato recentemente pubblicato da Butler.
Tale condizione ha la possibilità, quindi non certezza, anche di inverte le correnti sino alla bassa atmosfera. In Europa tale fenomeno genera il travaso di aria fredda dalla Siberia, con un’ondata di gelo.
Insomma, per intenderci, gli effetti di un riscaldamento stratosferico possono essere molteplici, e quindi anche l’influenza sul meteo nei bassi strati.
Come spesso avviene, gli studi più qualificati avvengono negli USA, e riguardano quel territorio, che per altro, è molto più vulnerabile rispetto all’Europa alle ondate di gelo.
Lo Split del Vortice Polare dell’inverno del 2013-14 trasformò Chicago si in “Chiberia”. Mentre da Washington a Boston, New York compresa, si ebbero terribili tempeste di neve. L’evento invernale 2009-10, produsse l’inverno più nevoso mai registrato a Washington.
Ed in Europa? Il nostro freddo è figlio delle pianure siberiane. Sempre nell’inverno 2009-10, una massa d’aria gelida presente in Mongolia potrebbe aver appena battuto il record mondiale di alta pressione atmosferica superficiale.
I lobi del Vortice Polare stratosferico possono innescare condizioni meteo molto avverse, ed estremamente gelide.
Lo studio della Stratosfera è ad oggi troppo marginale, sono pochi gli scienziati che se ne occupano. Cohen sostiene che indipendentemente da quanto sia impressionante il riscaldamento stratosferico o il movimento del Vortice Polare, nessuno se ne preoccuperà finché non ci sarà neve e gelo nel proprio orticello.
Gli Stati Uniti e l’Europa in particolare sottovalutano molto lo studio della Stratosfera. I cambiamenti climatici, il meteo inspiegabilmente rigido con un Vortice Polare intenso, probabilmente finanzieranno prossime ricerche, ed avremo previsioni meteo sulle ondate di gelo più affidabili.
