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Conquistata la Centrale Nucleare di Chernobyl. Un brutto ricordo per Europa e mezzo Mondo

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
26 Feb 2022 - 17:00
in Magazine
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La centrale nucleare di Chernobyl dopo l'esplosione del reattore nucleare.
La centrale nucleare di Chernobyl dopo l’esplosione del reattore nucleare. | Credit shutterstock.

(METEOGIORNALE.IT) Le truppe russe hanno preso sotto controllo la centrale nucleare di Chernobyl. La centrale contiene ancora le scorie nucleari che potrebbero rappresentare una minaccia per ampie aree circostanti. La comunità scientifica si è chiesta come mai prendere prioritariamente il controllo di Chernobyl? Taluni ipotizzano varie opzioni.

 

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Era il 26 aprile 1986 quando la mediocre accuratezza nella gestione della centrale nucleare di Chernobyl, della allora Repubblica Socialista Sovietica, produsse le condizioni di un grave incidente nucleare, con il rilascio di materiale radioattivo che si sparse in quasi tutta l’Europa ed il Medio Oriente. La radioattività raggiunse anche l’Italia.

 

In Italia, per giorni frutta e verdura non poterono essere consumati perché esposti a polvere radioattiva caduta dal cielo.

 

La città Chernobyl e ampi territori attorno furono rapidamente evacuati. Ci furono immeritamente decine di vittime per l’elevatissimo potenziale nucleare rilasciato, ma nel seguito, i morti sono stati migliaia. Secondo accertamenti successivi, la causa dell’incidente

 

Ma andiamo ai fatti odierni, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy poche ore prima del sequestro della centrale nucleare ha dichiarato: “questa è una dichiarazione di guerra contro l’intera Europa”.

 

Lo ripetiamo ancor oggi, l’Ucraina è in Europa e non di certo in Asia, come non lo è nemmeno Mosca.

 

Chernobyl è un sito dove sono presenti quattro reattori nucleari, tre dei quali sono stati dismessi. La quarta è stata la fonte dell’esplosione nel 1986. Il reattore è protetto da un sarcofago idi cemento, oltre che da un ulteriore nuovo guscio esterno da 32.000 tonnellate. Ma l’aspetto inquietante è il combustibile nucleare esaurito degli altri reattori è ancora stoccato nel sito di Chernobyl, insieme ai rifiuti radioattivi delle apparecchiature contaminate.

 

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i vari componenti radioattivi rilasciati nel 1986 sono a tutt’ora attivi, l’area è contaminata. E varie delle sostanze presenti sono considerate tra le più pericolose per la vita come lo isotopi, lo iodio 131, lo stronzio 90, il cesio 134 e il cesio 137.

 

In uno stato di guerra come quello in atto, dove la situazione può sfuggire di mano, dove per altro edifici civili inermi vengono bombardati con missili, dove un presidente russo viene considerato con probabili afflitto da paranoie varie, il rischio che vi possa essere un incidente a Chernobyl sono stati seriamente presi in considerazione.

 

Vari personaggi pubblici hanno espresso il timore che qualsiasi eventuale bombardamento possa diffondere, stavolta senza controllo, del materiale radioattivo ben oltre la zona di Chernobyl. Insomma, per intenderci, se la centrale nucleare di Chernobyl qualche mese ha destato preoccupazioni per un aumento di radioattività poi risolta, in uno stato di caos e guerra, diventa un facile bersaglio di eventuali militari incoscienti o pazzi, se non obiettivo dell’errore di traiettoria di qualche missile.

 

Chernobyl è un pericolo che si somma a quello derivante dalla guerra iniziata in Ucraina, che in ambito geopolitico potrebbe essere l’inizio di un’escalation militare da parte della Russia. Si rammentino le minacce di questi giorni da parte di Putin a Finlandia e Svezia, Paesi autonomi, europei, civilissimi e democratici, a cui ha vietato l’ingresso nella NATO.

 

Anton Gerashchenko, consigliere ed ex viceministro del ministero dell’Interno ucraino ha scritto su Facebook che eventuali colpi di artiglieria nell’impianto di stoccaggio delle scorie nucleari, potrebbero rilasciare polvere radioattiva che potrebbe coprire i territori dell’Ucraina, della Bielorussia e vari Paesi dell’Unione europea.

 

Tuttavia, sono anche giunte delle rassicurazioni. Edwin Lyman, direttore della sicurezza dell’energia nucleare presso l’Union of Concerned Scientists sostiene: se nella peggiore delle ipotesi ci fosse un bombardamento involontario di quella struttura, penserei che la a quantità significativa di materiale radioattivo rilasciato possa essere molto inferiore a quanto avvenne nel 1986. Però, è difficile per me immaginare quel tipo di conseguenza.

 

A Chernobyl, fu realizzato quello che è noto come piede d’elefante, che è costituito da una massa solida di combustibile nucleare fuso e mescolato con cemento, sabbia e materiale di tenuta del nucleo attraverso il quale il combustibile si è fuso. Il tutto si trova in un’area seminterrata sotto la posizione originale del nucleo dell’impianto.

ll combustibile esaurito, o gli elementi radioattivi utilizzati per alimentare la centrale elettrica, continuano a decadere in elementi più stabili e, così facendo, continuano a perdere calore.

 

La preoccupazione più seria è lo stoccaggio umido del combustibile esaurito, perché questo costituisce probabilmente la quantità più concentrata di materiale radioattivo in loco. E a dirlo è sempre Lyman. Il combustibile nucleare esaurito ha ancora calore di decadimento.

 

Il carburante si è comunque raffreddato nei decenni. Tuttavia, se si verificasse un’interruzione del raffreddamento, o se si verificasse una breccia nella area che ha portato al drenaggio dell’acqua, allora quel carburante potrebbe plausibilmente riscaldarsi fino al punto in cui potrebbe bruciare. Questa è probabilmente la più grande minaccia secondo Lyman.

 

Una notizia più recente riguarda l’aumento dei livelli di radiazioni intorno alla struttura, molto probabilmente è il risultato della polvere radioattiva sollevata dai veicoli militari transitati in zona. Ma il tipo di polvere e le dosi di radiazioni misurate suggeriscono che anche questa potrebbe non essere una grande minaccia per ampi territori.

 

Tuttavia, chi si trova in zona rischia la vita per gli effetti di una eventuale manomissione. Mentre una permanenza limitata non è in pericolo. Per un soldato è più rischioso andare in guerra che rimanere a Chernobyl alcuni giorni.

 

Insomma, si va avanti a ipotesi, però ci si domanda come mai sia stata occupata prioritariamente tale centrale nucleare in dismissione. Quali sono le intenzioni future? Altre minacce? Gesti folli? In questa fase nulla può essere escluso, siamo in un territorio in guerra.

 

Una signora che andava in bici è stata colpita da un missile caduto su una strada, lei era per i fatti suoi, e non  era un obiettivo militare. Perciò, quando si è in uno stato di guerra, tutto è possibile. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: attacco ucrainaChernobylrischio nucleare
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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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