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In Europa sarà vero inverno. Vortice Polare intenso scatena meteo gelido in nord America e Asia

L’editoriale sottolinea i troppi luoghi comuni che si fanno per ipotizzare il meteo del lungo termine.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
06 Feb 2022 - 12:31
in Cronaca Meteo
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Roma il 6 Marzo 1971 dopo una copiosa nevicata.
Roma il 6 Marzo 1971 dopo una copiosa nevicata.

(METEOGIORNALE.IT) Molto spesso noi europei diamo un’eccessiva importanza all’intensità del vortice polare. In particolare, quando questo è intenso come questo periodo, si parla di clima mite diffuso, alta pressione, e condizioni meteo praticamente definite di non inverno, tanto queste si presentano anomale. Eppure, nel Nord America si stanno verificando come anche in Asia furiose ondate di gelo.

 

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Per la cronaca, dal Canada agli Stati Uniti quasi al Golfo del Messico, è in atto una forte ondata di gelo. Ci sono allerta meteo persino in Texas, dove la temperatura si è abbassata sino a -15° nella parte settentrionale dello Stato. Tempeste di neve si sono verificate, e sono in atto, in varie aree del continente. La stessa città di New York ha sperimentato sino a sabato giornata di ghiaccio, con temperature abbondantemente sotto zero.

 

In Asia il freddo se è di casa in Siberia, dove spesso leggiamo di temperature estremamente basse. Tuttavia, va menzionato che anche da quelle parti si verificano oscillazioni termiche, tra l’altro anche notevoli, ben maggiori di quelle che vediamo in casa nostra d’inverno, in quanto da loro il clima è estremamente continentale. Ma in Asia il freddo sta interessando soprattutto le regioni più meridionali a clima semi temperato o subtropicale.

 

Insolite nevicate si sono verificate nel tempo recente in basse quote del Nord Arabia Saudita, in Pakistan, in Iran, nel Nord dell’Afganistan, come anche nei rilievi ad altezze simili a quelle delle stazioni sciistiche italiane in India. Tra l’altro, a quote inferiori del subcontinente indiano ci sono state notevoli grandinate che hanno imbiancato il paesaggio anche località di pianura, persino a due passi dal Golfo del Bengala.

 

Eppure, con il Vortice Polare è intenso, non ci sono Strat Warning, non ci dovrebbero essere da nessuna parte del nostro emisfero condizioni ideali per avere ondate di gelo. Ma da quelle parti il freddo invece si sta presentando, ed è anche estremo. Questo succede perché la corrente a getto da noi è deviata verso nord da un anticiclone che si è bloccato sulla parte centro-occidentale dell’Europa, che poi devia verso l’Europa dell’est, il Mediterraneo orientale e la Russia, dove transitano masse d’aria fredda con aree di bassa pressione che frequente maltempo invernale.

 

Nel video Roma il 6 Marzo 1971 dopo una copiosa nevicata.

 

 

La situazione meteo climatica europea è abbastanza complessa. Al di là di tutto non è il Vortice Polare è impedire che ci siano condizioni atmosferiche non invernali. Peraltro, abbiamo in atto un fenomeno che influenza l’intero globo chiamato La Niña, che avrebbe dovuto portarci condizioni perlomeno abbastanza similari a quelle dell’inverno scorso. Ma in Europa ha prevalso un indice di comportamento del clima poco conosciuto, che fa parte della famiglia della N.AO., chiamato con l’acronimo E.A. (East Atlantic).

 

Ciò che vogliamo sottolineare è quindi che avere un cambiamento meteo non dobbiamo aspettarci la rottura del Vortice Polare, o chissà che catastrofe da qualche parte, bensì un cambiamento degli indici di comportamento del clima oceanici che stanno favorendo il mantenimento dell’alta pressione. Indici di comportamento del clima sono chiamati teleconnessioni.

Di recente vi abbiamo parlato di anticicloni che hanno similitudini con quelli che si verificavano nell’epoca medioevale, quando ci furono inverni molto miti che consentirono un rilevante cambiamento dello stile di vita nelle popolazioni. Ci furono conquiste nei mari del nord, molti passi alpini risultavano privi di neve quasi tutto l’anno, e consentivano il passaggio (in merito a ciò circolano molte leggende metropolitane). Tuttavia, le condizioni meteo dell’epoca non sono le medesime che viviamo attualmente, bensì il paragone è voluto per evidenziare che gli inverni di un tempo non sempre sono stati come ci si aspetta. E che le alte pressioni invernali in Europa si presentano ciclicamente.

 

La domanda che viene spontanea è quando questi indici cambieranno. Orbene, per tali indici di comportamento del clima, in particolare quelli oceanici, i modelli matematici danno previsioni da sempre molto approssimative.

 

Taluni stanno sostenendo che la circolazione atmosferica potrebbe non cambiare sino a metà marzo, ma in tutta onestà, una tale linea di tendenza al momento ci sembra molto azzardata. L’anticiclone sta cominciando a cedere nel settore orientale, questo perlomeno si prospetta da parte di modelli matematici, e potrebbe essere solo una sorta di vigilia di cambiamento meteo. Tuttavia, l’inverno definito nell’aspettativa comune vero non ci sarà, ormai non c’è più tempo. Semmai avremo condizioni meteo invernali tardive.

 

ATTENZIONE

L’atmosfera è un sistema caotico. Le previsioni, essendo per l’appunto “previsioni” sono sempre da confermare. In genere l’affidabilità diminuisce sensibilmente dopo i 3-5 giorni di validità a seconda del periodo dell’anno, e della configurazione atmosferica, oltre che altri fattori locali.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneAOcaldo medioevaleEAfreddo tardivoNAOteleconessioni
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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