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Meteo, la genesi di un Siluro Polare. I perchè

Le rappresaglie del meteo invernale si mostrano in varie parti dell’Emisfero. Ora le aspettiamo in Europa, con il rischio che siano estreme ed irruente.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
31 Gen 2022 - 11:00
in Meteo News
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Meteo invernale, mentre si va più avanti nel tempo con l'alta pressione, più acuto e anomalo sarà l'evento freddo sull'Italia.
Meteo invernale, mentre si va più avanti nel tempo con l’alta pressione, più acuto e anomalo sarà l’evento freddo sull’Italia.

(METEOGIORNALE.IT) Il Vortice Polare anche quest’anno è fortissimo, la sua circolazione atmosferica in alta quota, è pressoché stazionaria di latitudine, spira con venti molto forti e sembrerebbe intrappolare le ondate di gelo verso le medie latitudini. In Italia viene attribuita troppo spesso, e probabilmente erroneamente, al forte Vortice Polare la responsabilità di un inverno asciutto e generalmente più mite rispetto alla norma.

 

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Eppure, in varie parti del nostro Emisfero è già dalla fine dell’autunno si stanno verificando importanti ondate di gelo accompagnate anche da eccezionali nevicate. E allora c’è da chiedersi come mai in Europa centro occidentale l’inverno appaia placato di ogni sua arroganza.

 

Recentemente una forte ondata di freddo ha interessato l’Europa orientale, si è spinta in Grecia e Turchia, per poi investire il Medio Oriente. Si sono verificate nevicate da record, e notevoli disagi. Eppure, il Vortice Polare è rimasto sostanzialmente impassibile nella sua circolazione in alta quota, nessuno suo split, nessuna rottura, nessuna crisi.

 

La circolazione atmosferica invernale nel nostro Emisfero mantiene le tipiche ondulazioni che avvengono in questa stagione. Le cause della presenza di un’alta pressione sull’Europa centro occidentale vengono troppo spesso attribuite alla presenza di un forte Vortice Polare, ma siamo certi che ciò ne sia la causa? Leggo poi di schemi di comportamenti del clima, persino di una circolazione atmosferica nelle lontanissime Aleutine che non è ideale per il freddo europeo. Insomma, vi siete domandati se la causa di quell’alta pressione non sia insignita in altre anomalie del clima?

 

La parte orientale degli Stati Uniti sta subendo una forte tempesta invernale, con un ciclone battezzato dai centri meteo esplosivo, che ha causato ingente maltempo, con nevicate soprattutto nell’estremo nordest. In alcune zone è caduto 1 metro di neve, le temperature sono scese di molti gradi sottozero, il traffico stradale è stato bloccato anche nelle grandi metropoli, dove tutte le autostrade sono state temporaneamente chiuse per neve. Eppure, il Vortice Polare non si è rotto.

 

Direte, loro sono in America. Ebbene, è sempre quell’America che a Natale ha visto nevicare come non avveniva da un secolo la parte nord occidentale degli USA e le coste ovest canadesi, ma per sport di questi tempi ha dato clamore più al record di caldo di una località dell’Alaska. Ebbene, tutto quello è stato frutto di eventi meteo estremi eccezionali, secolari. Il caldo d’Alaska era eccezionale al pari della neve caduta sino al nord della California proprio il giorno di Natale.

 

Alle quote inferiori di quella circolazione atmosferica che viene chiamata del Vortice Polare, si formano Alte e Basse Pressioni che in buona parte del nostro Emisfero si alternano a vicenda. Alcune di queste giungono come siluri dalle regioni artiche, generando profondissime aree di bassa pressione che poi sono causa di tempeste di neve. Il siluro che viene dall’Artico non è un’invenzione giornalistica, ma consiste nella formazione di una profonda area di bassa pressione dovuta all’irruenza dell’intrusione d’aria fredda che poi innesca fortissimi contrasti termici che favoriscono la genesi di cicloni esplosivi, o di aree di bassa pressione molto profonde come quella che recentemente ha interessato l’est europeo, in specie i Paesi che si affacciano tra il Mar Nero e l’Egeo.

 

Per la cronaca: nell’immediatezza sta per introdursi verso l’Italia, dove però non ci sarà alcun blizzard diffuso, un mini siluro artico.

 

Il nostro Paese sarà interessato da una sorta di siluro di bassa pressione che rapidissimo dal Golfo Ligure o dall’Adriatico settentrionale, discenderà verso sud-est. I modelli matematici di previsione sono incerti su questa rotta, nonostante l’evento meteo sia praticamente ormai imminente. Ma è abbastanza probabile che sarà causa di nuovo maltempo al Centro-Sud Italia, con nevicate sui rilievi sino a quote molto basse.

 

Il Centro-Sud Italia e la Sicilia, di nevicate a quote molto basse seppur non eccezionali, ne ha viste diverse in questo gennaio, ma sono passate in sordina, come se non ci fossero state. Eppure, parrebbero essere quella sorta di anteprima di quel clima invernale tardivo che quasi sicuramente ci sarà se l’anticiclone europeo mollerà la presa entro metà febbraio.

 

Però, nel frattempo, l’Emisfero settentrionale, qua e là sarà interessato da siluri artici che prediligeranno varie aree del Nord America e dell’Asia, parzialmente l’Europa dell’est. Ora come ora in un tempo di previsione breve o medio, forse sino al 10 febbraio, non è atteso alcun siluro Artico verso l’Italia, in quanto sarà troppo forte e quella alta pressione che si staglia dall’Oceano Atlantico verso di noi, ma che i Centri Meteo che sviluppano modelli matematici promettono che andrà gradualmente in crisi.

 

E allora ecco che anche l’Italia potrebbe essere obiettivo di eventuali siluri artici, ma ormai in quella sorta di fotofinish invernale di cui ormai siamo abituati. C’è solo da sperare che questo non avvenga quando ormai sarà primavera.

 

E la primavera meteorologica non sarà così distante quando avremo un serio cambiamento di circolazione atmosferica. D’altronde l’inverno meteorologico una durata di tre mesi, e la primavera inizierà il 1° marzo, anticipando quella astronomica di circa tre settimane. Allora sì che probabilmente il Vortice Polare andrà in crisi, e rovinerà gran parte della nuova stagione, soprattutto in Europa come ormai è tradizione.

 

Si dà la colpa ai cambiamenti climatici, di cui in parte è vero, ma i colpi di coda invernali estremamente tardivi si sono avuti anche in passato, possiamo citare quello avvenuto nei primi giorni di novembre del 1911 (specie i giorni 4-5), quando si ebbero tormente di neve in Valpadana, con la neve anche a Milano. Mentre più copiose furono le nevicate nella pedemontana alpina, soprattutto del nord-ovest, e città come Como e Varese furono coperte da oltre 30 cm di neve. Ma ancor più tardivo fu l’evento del 17-18 aprile 1991, eventi meteo dei nostri tempi, ormai distante però oltre 30 anni.

 

Insomma, di eventi meteo estremi se ne sono sempre verificati, così anche come le tardive ondate di freddo. Anzi, di queste ci sarebbe veramente parecchio da scrivere.

 

Però, ora come ora di tardivo non ci sarà fatto nulla, perché febbraio è tutto davanti a noi, e con l’iniziale fase di smarrimento dell’anticiclone che avremo, si potrebbero verificare cambiamenti meteo improvvisi e intrusivi, ma di certo nel meteo sul lungo termine non c’è niente.

 

ATTENZIONE

L’atmosfera è un sistema caotico. Le previsioni, essendo per l’appunto “previsioni” sono sempre da confermare. In genere l’affidabilità diminuisce sensibilmente dopo i 3-5 giorni di validità a seconda del periodo dell’anno, e della configurazione atmosferica, oltre che altri fattori locali.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalie climatichecambiamenti climaticifreddo tardivomite invernoneve aprileondata di freddovortice polare
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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