Non si arresta l’emergenza sull’isola di La Palma, dove la lava del vulcano Cumbre Veja è scivolata nell’Oceano Atlantico per la terza volta dall’inizio dell’attività vulcanica. Un’eruzione particolarmente violenta è avvenuta lunedì 22 novembre ed è ormai da oltre due mesi che si susseguono violente eruzioni.

Le autorità locali hanno intimato a 3 mila cittadini di Tazacorte di non lasciare le proprie abitazioni. Il grande timore è che il contatto tra il magma e l’acqua dell’oceano possa liberare nell’aria emissioni di gas nocive per la salute.
L’aeroporto dell’isola di La Palma a tratti non è operativo per via dell’accumulo di cenere vulcanica sulle piste. Sulla costa, dove la qualità dell’aria è migliore, i collegamenti sono garantiti tramite imbarcazioni della Marina spagnola.
Oltre 7.000 persone sono state finora evacuate dalle loro case a causa della minaccia costituita dai flussi lavici, sulle circa 85 mila persone che abitano l’isola. Nessuno degli esperti si sbilancia in possibili previsioni su quando terminerà l’attività eruttiva in atto.