
I Centri Meteo Europei e Americani ci ricordano che il calendario è proiettato rapidamente verso la stagione autunnale. E mentre in Italia si concretizza una nuova fase di caldo, non c’è scampo, tra una decina di giorni avrà preso forza il Vortice Polare. Quella figura di bassa pressione semi permanente del semestre freddo che staziona alle alte latitudini.
Ed ecco che quindi terminerà anche quella grave fase di caldo che ha determinato forti piogge nei ghiacciai della Groenlandia. Un fenomeno atmosferico mai registrato in precedenza, ma ciò non vuol dire che non sia mai avvenuto.
Il Vortice Polare ha una sua rilevanza nel clima di tutto l’emisfero, così anche nel meteo quotidiano che vedremo nei Europa. Darà energia alle aree di bassa pressione che si formano nell’Oceano Atlantico settentrionale, e ne favorirà la rotta verso l’Europa, e se le condizioni lo consentiranno, anche l’Italia.
In tutto, comunque c’è sempre un se. Più a sud, nel Nord Africa, una massa d’aria molto calda e secca continua a favorire ondate di calore nel Mediterraneo, il quale si sta surriscaldando in modo eccezionale. E quest’anno potrebbe essere piuttosto difficile sfondare il muro costituito dall’anticiclone africano che si è ormai stabilito nel Mar Mediterraneo.
Infatti, si parla di estate tardiva, anche se però avrà dei connotati differenti rispetto a quelli che abbiamo visto sino a Ferragosto. Già c’è un cambiamento nelle ore di luce, come anche un calo della radiazione solare complessiva. Ciò favorirà temperature minime lievemente più basse, e quindi la possibilità che le nostre abitazioni comincino a perdere calore. Favorirà la dispersione del calore anche sulle terre emerse e i mari. Eppure, non ci siamo ancora: i mari saranno molto caldi, così anche le terre emerse.
Osservando il tutto in una visione non più polare della circolazione atmosferica, vediamo che cominceranno ad essere più acute le onde che si formano nel Jet Stream, e queste potrebbero sbloccarsi finalmente verso il Mar Mediterraneo, e favorire l’ingresso di perturbazioni con settembre. Un cenno di ciò lo vediamo dai super calcolatori sono però per la fine del prossimo mese. Il tutto preceduto solo delle temporanee fasi perturbate.
D’altronde i modelli matematici che tracciano linee di tendenza a lunghissimo termine non rilevano il singolo evento meteo, bensì hanno una visione d’insieme per un certo periodo di tempo. Molto semplicemente indicano una linea di tendenza climatica su scala temporale comunque ridotta nel tempo, più che il tempo che farà.
Con l’avvento del Vortice Polare avremo un rapido raffreddamento di tutta l’area a nord e Circolo Polare Artico, che con l’equinozio l’autunno piomberà rapidamente verso il buio. E quindi ci sarà un veloce raffreddamento. Tutto ciò non riporterà la situazione meteo a posto. Il clima sconquassato non guarirà. Lo abbiamo visto a livello globale, ma anche a livello emisferico che le cose non stanno proprio così.
Ne è testimonianza l’emisfero meridionale dove si sono alternati eventi di caldo e di freddo estremo durante la stagione invernale, che da loro sta per concludersi. Il 1° settembre nell’emisfero australe avrà inizio dell’autunno meteorologico.
Il Vortice Polare ha un impatto importante sul clima dell’emisfero, è maggiore man mano che ci si avvicina ad esso. Infatti, gli effetti sono decisamente inferiori per quanto alle nostre latitudini. E ne abbiamo già parlato prima con la presenza delle masse d’aria molto calda e asciutte che giungono ancora, e arriveranno anche nelle prossime 2 – 3 settimane dal Sahara verso il Mediterraneo.
Gli ultimi aggiornamenti delineano l’avvento di un più massiccio effetto verso sud delle correnti oceaniche. Tutto ciò era nelle aspettative, mentre ora appare sempre più una concreta possibilità. Già la prossima settimana ne vedremo le conseguenze. E il Vortice Polare produrrà, finalmente, enormi perturbazioni nella Siberia settentrionale, nel Canada, e laddove c’è stata un’estate più secca della media, e dove ci sono immani incendi ancora in atto.