
Vi sareste chiesti come mai molti mass-media si stanno occupando di un asteroide, il suo nome forse lo avete sentito si chiama Bennu. Se in passato c’è stato nascosto il rischio di impatto che si potrebbe avere sulla Terra nei prossimi passaggi di questo asteroide, ora c’è una data.
Nel settembre 2135, l’asteroide Bennu, largo circa 490 metri, passerà tra la Terra e la Luna ad una distanza che viene indicata ad elevatissimo rischio. Ci sono concrete possibilità di collisione col pianeta Terra. Alcuni scienziati sostengono il contrario, ma altri invece sono seriamente preoccupati. Nel frattempo, varie agenzie spaziali ed Enti, compresa la NASA, stanno progettando come deviare eventuali rischi di impatto di corpi celesti sulla Terra.
In merito a ciò, gli scienziati avevano seriamente preso in considerazione come impedire a un asteroide di colpire la Terra sin dagli anni ’60. Ma gli approcci precedenti prospettavano di far esplodere l’oggetto cosmico in migliaia di pezzi. Ulteriori calcoli poi avevano evidenziato la possibilità di un maggior rischio, in quanto sulla Terra sarebbero poi potuti cadere più piccoli oggetti e causare danni incalcolabili.
Effettivamente sul tema asteroidi viviamo nell’oblio. La nostra civiltà ha trascurato il rischio notissimo a tutti di un eventuale pandemia, e adesso che ci siamo finiti dentro abbiamo estrema difficoltà a venirne fuori. E anzi, ci aspettano periodi difficili.
Attraverso supercalcolatori sappiamo che la gravità terrestre altererà la traiettoria dell’intruso, aumentando la possibilità di un impatto durante un successivo incontro ravvicinato. L’asteroide Bennu potrebbe centrare il bersaglio e causare nel futuro un cataclisma.
Tutto dipenderà da come la traiettoria di Bennu sarà influenzata dalla gravità terrestre, dall’influenza gravitazionale a lungo raggio di altri pianeti e asteroidi, oltre che dalle perturbazioni causate da fattori più sottili, inclusi gli effetti del riscaldamento solare.
Quest’ultimo è noto come effetto Yarkovsky, una minuscola accelerazione prodotta quando il calore assorbito dal Sole viene irradiato nello spazio mentre un asteroide ruota dalla luce del giorno all’oscurità e le rocce si raffreddano.
L’effetto Yarkovsky che agisce su Bennu è equivalente al peso di tre acini, ha detto Davide Farnocchia, ricercatore presso il Center for Near Earth Object Studies del Jet Propulsion Laboratory e autore principale di un articolo che descrive il percorso di Bennu sulla rivista Icarus.
L’effetto dei tre chicchi d’uva si accumuleranno nel tempo, divenendo molto significativi quando arriveremo al 2135.
Grazie alla navicella spaziale OSIRIS-REx della NASA che ha trascorso due anni in orbita attorno al Sole a caccia di Bennu, e che ora sta tornando nel nostro Pianeta con i campioni di roccia raccolti. I ricercatori saranno anche in grado di modellare più accuratamente la rotta Bennu. I reperti dell’asteroide saranno analizzati anche per altre finalità (finalità iniziale dell’operazione spaziale), per avere risposte su quesiti che riguardano l’origine del sistema solare, vita nel passato in qualche pianeta o satellite oggi disabitati.
Il tracciamento ultra-preciso del veicolo spaziale ha permesso il suo atterraggio nell’asteroide Bennu, e di raccogliere di reperti. Un lavoro di elevatissima precisione, considerate le distanze e numerose altre difficoltà.
Secondo i calcoli disponibili ad oggi, le probabilità di impatto rimangono basse, nonostante siano state aumentate sensibilmente recentemente dalla NASA. Abbiamo letto numeri differenti a seconda della fonte del modello matematico utilizzato.
Un fatto sembra cerco, l’asteroide passerà vicino alla Terra il 24 settembre del 2182 ad una distanza indicata pericolosa. In mancanza di impatto sulla Terra, tornerà a passare in seguito, ma questo punto i calcoli iniziano essere molto imprecisi, taluni valori indicano che l’impatto potrebbe essere decisamente molto più probabile.
Per finire, sottolineiamo che il clamore della notizia ha fatto eco in tutto il pianeta in quanto l’agenzia spaziale NASA ha aumentato il rischio che Bennu possa avere un impatto sulla Terra ad un certo punto nei prossimi 300 anni di 1 su 1.750. Valore considerato elevato. Bennu avrebbe una possibilità, di 1 su 2.700 di colpire la Terra nel pomeriggio del 24 settembre 2182, secondo lo studio della NASA.
Sono proiezioni, dobbiamo considerare che ci sono margini di errori a oggi ignote, perciò il rischio di impatto viene seriamente preso in considerazione.