
(METEOGIORNALE.IT) Condizioni meteo di portata storica hanno letteralmente travolto il Canada, oltre all’ovest degli Stati Uniti, ed in particolare la solitamente fresca provincia della British Columbia. Il 29 giugno si sono raggiunti ben 49,6 gradi a Lytton, un villaggio a nord-est di Vancouver.
Questo record di caldo estremo si è raggiunto per il terzo giorno di fila, nell’ambito di un’ondata di calore senza precedenti, così eccezionali da causare circa 500 morti improvvise da colpo di calore negli ultimi 5 giorni. Prima di domenica 27 giugno, in Canada le temperature non avevano mai superato i 45 gradi.
Il luogo dove si sono sfiorati i 50 gradi ha un clima estivo nel complesso caldo e secco, ma chiaramente superare nell’arco di tre giorni un record storico addirittura di 5 gradi è un fatto clamoroso. Va infatti tenuto conto che la stazione meteo di Lytton possiede una banca dati completa che parte dal 1921.
Il caldo estremo, unito ad un clima particolarmente secco, ha favorito peraltro lo sviluppo di numerosi focolai. Proprio Lytton è stata circondata dalle fiamme, con i 250 abitanti rapidamente evacuati senza possibilità di recuperare nulla dalle proprie abitazioni.
L’eccezionale calura è stata portata da un promontorio anticiclonico subtropicale bloccato sulle medesime zone e che ha portato a battere ripetutamente i record precedenti di temperatura massima, con anomalie di oltre 20 gradi sopra la media.
Le temperature estreme sono quindi da ricollegare a questa fortissima alta pressione, ben strutturata ai livelli più alti dell’atmosfera, con conseguente subsidenza dell’aria eccezionalmente calda presente ed ulteriormente surriscaldata nella compressione verso il suolo.
Il caldo eccezionale sta ora fortunatamente allentando la morsa, in particolare nelle regioni prossime alla costa sull’area di Vancouver. Il cupolone di calore anticlonico si sta spostando verso sud e verso est, con le temperature più alte che colpiranno gli stati americani del Montana e del North Dakota.
Ormai da tempo la comunità scientifica indica che gli estremi di caldo saranno sempre più frequenti e normali nei prossimi decenni. Basti pensare all’Europa dove, a parte la famigerata estate 2003, le altre stagioni estive più roventi si sono andate concentrando nell’ultimo decennio, tra il 2012 e il 2019. (METEOGIORNALE.IT)
