Meteo da non dimenticare: LUGLIO 1983 e il CALDO FEROCE mai visto prima
A proposito di caldo estremo, quel che avvenne nel luglio 1983 fu incredibile per il periodo. Le estati non erano così roventi come ora...

Probabilmente fu la peggiore ondata di calore dello scorso secolo, con record frantumati in molte parti d’Italia
Ormai siamo sempre più abituati alle estati caldissime, ma volgendo indietro lo sguardo di alcuni decenni effettivamente il clima estivo ben diverso. Eppure, chi ha vissuto il luglio 1983 parla di un caldo terribile ed eccezionale sia per intensità che per durata , un qualcosa mai più vissuto nemmeno nel 2003.
• Caldo persistente, record anche in Italia
A quei tempi le estati non erano ancora così roventi come ai nostri tempi, quindi tale evento spicca in modo ancora maggiore per la sua eccezionalità. Ora tutto sembra essere quasi più normale, specie dopo l’estate nel complesso più rovente di sempre, quella del 2003. Il caldo persistette per oltre 3 mesi.
L’ondata di caldo estremo del luglio 1983 fu di proporzioni davvero bibliche ed è forse la più intensa, assieme a quella di fine giugno 2019, che abbia mai colpito l’Italia e parte dell’Europa Centrale nel periodo coperto dalle misurazioni meteoclimatiche.
Nel cuore di luglio di 38 anni fa era la fine della seconda decade del mese di luglio del 1983 quando una massa d’aria terribilmente calda, schiacciata dall’alta pressione di matrice nord-africana, investì l’Italia ad iniziare dalla Sardegna.
L’evento si verifico dopo un forte El Niño. A quell’epoca le ondate di calore non erano frequenti come avviene ora, ma potevano tuttavia assumere in qualche caso intensità estrema. Il caldo assunse connotati di assoluta eccezionalità in Sardegna , dove si raggiunsero valori termici davvero da capogiro.
A Capo San Lorenzo, sulla costa est, la temperatura subì un’impennata da +30°C del primissimo pomeriggio a +47°C in un paio d’ore. Nel Campidano (Sardara) si ebbero picchi di +47°C, così nelle zone più calde del sassarese (Chilivani) e nuorese (Ottana) fino a +48°C.
Il 22 luglio, forse la giornata più rovente, ad Alghero Fertilia furono misurati +41,8°C, a Cagliari Elmas +43,7°C e su Carloforte +39,2°C, tutti record assoluti. Sempre in Sardegna, nella stessa giornata le stazioni idrologiche di Sanluri e di Perdasdefogu raggiungevano ben +47,0 °C.
Caldo persistente, record anche in Italia
La calura durò due settimane, anche se si smorzò da inizio agosto: una persistenza davvero straordinaria con temperature mediamente sui +43/45°C nelle zone interne per le massime, e spesso non sotto i +30°C per le minime. Per quel periodo fu davvero eccezionale, non si era abituati come ora al caldo sahariano.
Nell’Isola vi furono i più disastrosi incendi con numerose vittime: proprio i +49°C di Tempio Pausania non furono omologati per la notevole vicinanza di un rogo. Oltre alla Sardegna, i maggiori effetti dell’ondata di calore si verificarono sulle regioni centro-settentrionali d’Italia , meno invece per quanto riguarda il Sud.
La calura afflisse molte regioni d’Italia, uno dei giorni più roventi fu il 26 luglio quando vennero misurati i seguenti record di temperatura massima assoluta : Firenze Peretola +42,6 °C, l’Osservatorio Ximeniano di Firenze +41,6°C, Arezzo San Fabiano +41,5 °C e Paganella +25,0°C.
Sarzana Luni con +36,4°C e Passo della Cisa con +31,8°C stabilivano invece i propri record mensili di luglio. A Roma Urbe si toccarono 40°C, così come a Pescara ed Ancona Falconara +40,5°C. Su Bologna il termometro si fermò a +39,6°C il 29 luglio.
Tra gli altri picchi, una citazione d’obbligo per gli oltre +38°C ad Udine, +37°C a Tarvisio, +32,4°C a Dobbiaco. A Bergamo Orio al Serio +39°C, a Milano Malpensa +37,0°C (neppure tanti, considerati i record del 2003), a Genova +35°C e a Torino Caselle +36.2°C.
