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      Home » Esperimento straordinario in corso per distruggere il COVID – SARS-CoV-2 – Coronavirus
      Cronaca Meteo

      Esperimento straordinario in corso per distruggere il COVID – SARS-CoV-2 – Coronavirus

      La terapia di silenziamento dell'RNA riduce le particelle di SARS-CoV-2 nei polmoni di topo del 99,9%.

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 31/07/2021
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      6 Min Lettura
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      distruzione covid
      Distruzione Covid.

      Una premessa: al momento la prevenzione per il Covid è ottenuto con la vaccinazione. Ci sono delle terapie ospedaliere che vengono somministrate in alcuni casi, uno tra tutti è stato l’ex presidente americano Trump.

       

      Gli studi della scienza sono innumerevoli, però non privi di insuccessi quando gli esperimenti vengono adottati sull’uomo, e nel seguito, soprattutto su un numero elevato di esseri umani. Al momento, non c’è nessuna efficace soluzione per distruggere il Covid sull’uomo, tutto quel che segue risulta in fase sperimentale. Ora come ora, probabilmente, c’è solo la vaccinazione.

       

      Gli scienziati sono riusciti a bloccare la replicazione del COVID-19 con un tasso di successo quasi totale nei polmoni dei topi. Non è tutto: oltre a funzionare contro le varianti di SARS-CoV-2, sarebbe efficace anche contro i coronavirus correlati come SARS e MERS. Se le sperimentazioni trovassero riscontri positivi anche sugli esseri umani, potrebbe significare essere preparati per qualsiasi tipo di virus la natura avesse in serbo.

       

      Il professor Nigel McMillan della Griffith University ha detto a IFLScience che il suo gruppo stava lavorando sull’uso di una tecnologia a RNA chiamata “Knock down”, o silenziamento genico, da molto prima che apparisse COVID-19. Conosciuto come short-interfering RNA (siRNA), questo approccio consiste nel fare letteralmente a pezzi il genoma del virus, impedendogli di replicarsi.

       

      McMillan afferma di aver iniziato le sperimentazioni con i virus che causano il cancro, come il famigerato papillomavirus umano, meglio noto come HIV.

       

      Il gruppo di ricerca ha anche sviluppato nanoparticelle lipidiche in grado di trasportare il filamento artificiale di nucleotidi agli organi in cui il virus rappresenti una minaccia, sfruttando banalmente il flusso sanguigno; il suo funzionamento è stato dimostrato grazie a una significativa riduzione di tumori nei topi. Nonostante la probabilità che la tecnica possa essere utilizzata per trattare le neoplasie della cervice uterina, la squadra di McMillan non ha trovato un partner commerciale per testarne la sicurezza e l’efficacia sugli esseri umani.

       

      Tutto il lavoro del professore, tuttavia, inclusa la ricerca sul disarmo del raro ma mortale virus Hendra, dimostra che fosse già tutto pronto appena iniziò la pandemia del 2019. Gli impressionanti frutti del progetto di McMillan e coautori sono stati pubblicati nella rivista scientifica Molecular Therapy, impedendo al virus COVID-19 di replicarsi nei topi con un successo del 99,9% e senza apparenti effetti collaterali.

       

      Il docente ha iniettato ai roditori nanoparticelle contenenti siRNA lo stesso giorno in cui sono stati infettati dal virus, seguite da altre somministrazioni successive. Di conseguenza resta la questione di quanto bene la terapia funzioni su pazienti ricoverati in ospedale con sintomi in stadio avanzato. Ma McMillan è fiducioso e spiega: “Ci vogliono solo 20 minuti perché le particelle inizino a separarsi dal flusso sanguigno”.

       

      Sebbene la ricerca si focalizzi sui polmoni, studi precedenti hanno dimostrato che le nanoparticelle sono in grado di raggiungere la maggior parte degli altri organi che COVID-19 ha danneggiato, inclusi cuore e fegato. “Ovunque tranne il cervello e forse i nervi”, ha detto McMillan a IFLScience. Si ritiene che la capacità di SARS-CoV-2 di replicarsi nel cervello contribuisca ai “postumi del COVID-19 a lungo termine”, ma, secondo McMillan, i topi sarebbero in grado di sopravvivere molto facilmente.

      Una possibile speranza per l’umanità. Un gruppo di ricerca, inoltre, ha dimostrato le potenzialità del siRNA contro la pandemia che ha messo in ginocchio il mondo fra 2019 e 2021 mediante somministrazione nasale, la quale, secondo McMillan, perderebbe di efficacia una volta che l’infezione è già diffusa.

      “Abbiamo anche dimostrato che queste nanoparticelle sono stabili a 4°C per 12 mesi e a temperatura ambiente per più di un mese, pertanto questa soluzione potrebbe essere adottata in contesti con poche risorse per trattare i pazienti infetti”, ha detto McMillan in una dichiarazione.

      La ricerca fa parte di uno dei dieci progetti finanziati dal governo australiano come parte di un programma in cui i più promettenti riceveranno finanziamenti per le sperimentazioni cliniche di fase I.

       

      Anche se tutte le fasi avranno successo, passeranno anni prima che il trattamento possa essere reperibile in farmacia. Questo non significa che sia in ritardo, anzi. L’umanità dovrà convivere con il COVID-19 e le sue varianti per molto tempo; afferma McMillan. Questo tipo di virus, infine, esistono da più di tremila anni e i suoi studi potrebbero finalmente opporsi a ere di tirannia da parte di esseri infinitesimali contro gli esseri umani e no.

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      TAG:cancrocoronavirusCOVID-19SARS-CoV-2varianti covid-19
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