(METEOGIORNALE.IT) I ghiacci che ogni inverno si formano nell’Artico, si stanno riducendo. Lo testimoniano i satelliti, ma anche l’apertura di nuove rotte estive. L’Artico è tra le aree del nostro Pianeta che ha subito il maggior riscaldamento rispetto alle temperature medie.
La verità è univoca, il riscaldamento globale è una realtà inconfutabile, le cui cause per buona parte, secondo la comunità scientifica, sono attribuite alle attività umane. Nel futuro sarà sempre ben poco quello che si farà per attenuare il riscaldamento del Pianeta, perché se già siamo stati impreparati a emergenze di minore rilevanza, che hanno un impatto sulle attività umane quasi al pari di una guerra.
E, si, ci riferiamo alla Pandemia in atto, prevedibile, annunciata, che neppure nel 2021 saremo in grado, quasi certamente, di toglierci attorno, ma forse solo di lenire appena.
Nel frattempo, l’influenza della minor copertura di ghiacci si fa sentire con un’accentuazione di intensità delle tempeste di neve in Siberia, in Scandinavia, in Islanda e nel nord del Canada, con eventi meteo eccezionali. Ma tutto il clima terrestre ne subisce le conseguenze, Italia compresa.
È forse anche da attribuire alla minor copertura di ghiaccio estivo anche il calore estremo che ha portato temperature record in Siberia, e da qui incendi di immani proporzioni. Eppure, la Terra ha avuto nei millenni cambiamenti climatici continui, ma quello in atto allarma, spaventa perché abbiamo una parziale consapevolezza dei danni che procurerà, di ciò che avverrà. I modelli matematici sul clima fanno delle stime approssimative, molto generiche. E poi, poco importa se in passato il clima è cambiato, stavolta il nostro Pianeta è popolato da miliardi di persone.
E i cambiamenti del clima implicano il rischio di carestie, poi epidemie che possono divenire pandemie. Poi ci sono le migrazioni delle popolazioni che patiranno la fame per la carestia.
Insomma, siamo pronti ad accettare tutto ciò, lo saranno le future generazioni? Tra 100 anni il nostro Pianeta e la sua popolazione saranno assai differenti rispetto a quello che sono attualmente. (METEOGIORNALE.IT)
