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Home Alla Prima Pagina Meteo

La Nina, rischio episodio di davvero di forte intensità: effetti su INVERNO

Fenomeno intenso sempre più probabile

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
20 Ott 2020 - 13:00
in Alla Prima Pagina Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) La Nina si prepara a conquistare l’inverno 2020/2021, i modelli prevedono un maggiore raffreddamento oceanico verso l’inverno a causa di alisei orientali che rimarranno forti nell’area del Pacifico interessata dal fenomeno. Le temperature oceaniche, per chi non lo sapesse, sono un elemento fondamentale nell’andamento delle circolazione atmosferica globale.

 

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Circa il 71% della superficie terrestre è coperta dall’acqua, con gli oceani che contengono circa il 96,5% di tutta l’acqua terrestre. Di solito controlliamo anche le anomalie termiche dell’Atlantico (delle quali parleremo in un altro approfondimento), ma nessuna anomalia è più nota e influente della regione ENSO nell’Oceano Pacifico tropicale.

 

Anomalie-oceaniche-pacifico
Acque del Pacifico tropicale sempre più fredde

 

L’analisi attuale rivela un’area di raffreddamento piuttosto estesa proprio nel Pacifico tropicale, area che si estende quasi per intero nell’area del Pacifico equatoriale. Abbiamo grandi aree oceaniche che in questo momento registrano anomalie negative comprese tra -2,5 e -3°C. Sono anomalie consistenti e a quanto pare potrebbero aumentare d’intensità nelle prossime settimane. Al momento la Nina non è ancora considerato un evento forte, ma potrebbe esserlo.

 

Stiamo parlando di un raffreddamento che è stato piuttosto consistente e persistente negli ultimi 3 mesi. Il profilo verticale completo delle acque oceaniche rivela anomalie più forti tra 50 e 150 metri sotto la superficie. Il modello della NASA-GMAO ipotizza un raffreddamento insolitamente forte che spingerebbe La Nina ad avere intensità quasi record (-3°C). Teniamo presente che La Nina è attualmente -1,3°C in media, quindi questa previsione vedrebbe un calo di circa 2°C rispetto ad ora. Per le acque oceaniche è tanto, quindi potrebbe trattarsi – ovviamente se confermato – di un episodio eccezionale.

 

Ma quali potrebbero essere gli effetti, in termini meteorologici, in Europa? Le proiezioni stagionali continuano a mostrarci un inverno generalmente mite. Sarebbe il risultato della forte corrente a getto del Nord Atlantico, che impedirebbe oscillazioni in grado di pilotare l’aria fredda a latitudini temperate. Attenzione però, come detto in altre occasioni l’interazione con altri indici climatici – uno su tutti la QBO – potrebbe sparigliare le carte in tavola. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: effetti NinaENSOInverno EuropaLa Ninaprevisioni inverno
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Ivan Gaddari

Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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