In democrazia tutti hanno diritto di parola, ma ci troviamo di fronte ad una pandemia mondiale. Ci capita di leggere nei giornali interviste ad autorevoli medici e scienziati, che dalla loro altezza di persone intellettuali, esternano le loro opinioni sul COVID-19 con terminologie e concetti utilizzabili in una lezione universitaria, non da rilasciare per finalità popolari.

Non tutti siamo in grado di comprendere i messaggi rilasciati, in quanto balzano da un sito web all’altro, in TV spesso senza il dovuto approfondimento. Poi finiscono nei social network sempre.
La gente legge soprattutto i titoli, e siccome l’editoria necessita di avere letture per sopravvivere, costruisce ad arte il titolo dell’articolo. E nessuno è esente dal farlo, perché è necessario per pagare i costi con la pubblicità.
Il titolo, a questo punto urlato, diventa un messaggio distorto se non viene letto l’articolo, che le fasce intellettuali meno accorte interpretano in maniera erronea. Ed ecco che il COVID-19 è una semplice influenza, anzi, è la manipolazione dello Stato, dei Poteri forti. Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Quell’esternazione diventa una bomba disinformatica.
Oggi leggiamo un’intervista su corriere.it “Covid, la fase epidemica in Italia è finita. Basta con l’ansia sul numero dei nuovi contagi”.
Un articolo da leggere, che non dice che siamo fuori dal pericolo COVID-19, ma una buona intervista che sarà manipolata nei social network, al pari delle dichiarazioni del professor Zangrillo, professionista autorevole, le cui parole sono a tutt’oggi usate dai no COVID, ovviamente deviate.
Piuttosto, stamattina apprendiamo che un giovanotto lombardo, dopo aver vagato per locali convintissimo (vantandosene nei social) che il COVID-19 fosse un’invenzione, ha perso il papà per COVID-19.
Lui risulta asintomatico, ma ha di fatto ucciso suo padre, mentre la mamma attualmente rischia la vita in ospedale.
Che fare? E’ necessario tutelare la scienza da ogni forma di manipolazione. Gli scienziati, i medici, dovrebbero aprire bocca considerando che quelle parole potrebbero essere fraintese.