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COVID-19: il Coronavirus torna intenso. Dobbiamo preoccuparci?

Qualcuno si era spinto ad affermare che il coronavirus non c’era più, o che almeno non c’erano più le sue manifestazioni cliniche, ma i dati dell’ultima

Qualcuno si era spinto ad affermare che il coronavirus non c’era più, o che almeno non c’erano più le sue manifestazioni cliniche, ma i dati dell’ultima settimana sembrano contraddire tali ottimistiche affermazioni.

Nell’ultima settimana , dal 26 agosto al 1° settembre, i nuovi positivi sono stati 9023 , rispetto ai 6546 della settimana precedente, vale a dire che vi è stato un incremento del 38% . E pensare che nella settimana tra il 15 e il 21 luglio i nuovi positivi erano stati soltanto 1408!

Tali positività sono emerse anche grazie all’ elevato numero di tamponi effettuati , ben 600 mila, numeri mai raggiunti nemmeno nel momento peggiore dell’epidemia.

La gran parte dei nuovi casi positivi riguarda persone asintomatiche o con pochi sintomi, ma preoccupa l’incremento dei ricoverati e dei pazienti in terapia intensiva , passati rispettivamente da 1058 a 1380 (+30%) e da 66 a 107 (+62%). Aumentati anche i decessi, passati in una settimana da 40 a 46 (+15%)

Traduzione: il virus c’è , circola, provoca ancora sintomi anche gravi, e aspetta solo i nostri passi falsi per tornare a metterci in ginocchio.

I numeri attuali sono ancora nettamente inferiori a quelli della scorsa primavera e non stanno mettendo sotto pressione le strutture sanitarie , ma occorre non sottovalutare il costante incremento dei casi che vi è stato a partire dai primi di agosto.

Le regioni in cui si concentra la maggioranza dei nuovi casi sono la Lombardia, la Campania, il Lazio e l’Emilia-Romagna , mentre a livello di incremento percentuale peggio di tutti fa la Valle d’Aosta, che sconta però una popolazione di piccola entità che comporta grandi variazioni percentuali su numeri di casi ridotti.

Limitando l’analisi alle regioni più popolose, preoccupa l’incremento di casi della Campania (+90%), mentre il Veneto risulta la più virtuosa con un decremento del 4,3%.

A cosa è dovuto questo incremento di casi nelle ultime settimane? Gli stranieri, sia turisti che migranti, incidono in maniera assai parziale, la gran parte dei nuovi casi è correlata a casi autoctoni , in parte da rientro dei vacanzieri.

Che cosa bisogna fare per contenere I contagi? Secondo Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, non devono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili , né correnti antiscientiste e manifestazioni di piazza che mettono a repentaglio la salute della popolazione. Mentre l’autorità sanitaria dovrebbe ulteriormente potenziare l’attività di testing e mettere a punto un piano per gestire la convivenza tra coronavirus e l’influenza stagionale.

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