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ITALIA terribili Epidemie, i dati storici

Le epidemie fanno parte della biodiversità terrestre.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
25 Mag 2020 - 23:00
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) La nostra vita è stata cambiata drasticamente un’epidemia che si è rapidamente estesa in tutto il Pianeta: il COVID-19. Dichiarata Pandemia, siamo piombati in una situazione che in passato ha indebolito i popoli, i quali erano assai meno preparati a curare i cittadini. La scienza medica non aveva gli strumenti odierni.

 

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La popolazione terrestre ha da sempre vissuto con disastri derivanti da epidemie, e ben peggiori di questa COVID-19 o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2. Per questa epidemia c’è una corsa in tutto il Mondo nel preparare un vaccino. Sono state adottate misure di prevenzione mai viste prima. Sono stati chiusi in casa interi popoli per ridurre i contatti interpersonali, abbassare i contagi.

 

Ma in tutte le epoche storiche non è stato così. Le epidemie non sempre venivano individuate come malattie. A volte erano scambiate come punizioni divine.

 

I Romani, non i cittadini dell’attuale Roma, ma quelli che costruirono l’Impero Romano, realizzarono opere come mai visto a quei tempi, conquistarono a colpi di spada gran parte d’Europa e le coste del Mediterraneo, eppure erano afflitti da incredibili epidemie.

 

Abbiamo riportato alcune tracce di documenti storici che riportano i disastri sanitari che avvennero all’epoca. Eppure, fu costruita Roma e quelle che sono le origini del nostro Paese: l’Italia.

 

Allora la prospettiva di vita era molto bassa, a 30/35 anni già si era prossimi alla vecchiaia. Ogni Estate morivano migliaia di persone per questa o quella infezione, spesso derivante dalla cattiva igiene, dalla confluenza di acque di scarico in quelle usate poi per bere. E si moriva giovanissimi, mentre la natalità era elevata, e sopratutto grazie a ciò siamo sopravvissuti ai tempi d’oggi.

 

43 a.C. L’Italia intera fu interessata da diverse calamità: ci fu una grossa eruzione vulcanica a cui fece seguito un periodo alluvionale. Anche il Tevere che inondò Roma. Fece seguito una pestilenza che uccise migliaia di persone.

 

23 a.C. Le inondazioni che colpirono a più volte Roma furono causa di malattie con molte vittime, ben oltre quelle che avvenivano ogni anno. Ci fu un’epidemia molto grave.

 

64 d.C. L’Italia fu interessata da un uragano ad inizio autunno. Si ebbero alluvioni, fiumi in piena che invasero villaggi e città. Ampie foreste furono devastate dalla furia del vento. Le colture furono distrutte. La peste iniziò a dilagare in Italia, ed il Senato di Roma nominò un console per gestire la situazione.

 

Piuttosto, a quei tempi non c’erano mezzi di prevenzione, le mascherine, e neppure la movida. Meglio rammentarlo.

 

65 d.C. Una nuova tempesta disastrosa si ebbe in Italia, seguita da una pestilenza autunnale che fece 30 mila morti.

 

77 d.C. Roma e varie città furono interessate da una nuova epidemia di peste.

 

“La peste è una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. E’ causata dal batterio Yersinia pestis, che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria.” Cit. Wikipedia.

 

79/80 d.C. Un’eruzione vulcanica di portata biblica interessò il Vesuvio, distrusse varie città tra cui Pompei. Le polveri raggiunsero anche la città di Roma. Si ebbero condizioni meteo climatiche ostili. Il tempo divenne freddo, ma anche secco quando doveva piovere, mentre pioveva quando ci sarebbe dovuto essere un clima migliore. Fu seppur in piccolo una situazione similare alla Piccola Era Glaciale che scoppiò circa 400 anni più tardi.

 

Un’epidemia di origine ignota, fu devastante. Si contavano anche 10mila morti al giorno. Roma era in ginocchio

 

90 d.C. Comparve una nuova epidemia, stavolta terribile, che interessò tutto il Mondo allora conosciuto. La gente moriva come se trafitta da punture di spillo. Dalla pelle sgorgava sangue. La sofferenza prima della morte era una tortura. I morti furono innumerevoli, era impossibile censirli.

 

Tra il 117 ed il 138 d.C in quella che era l’Italia, ci furono terremoti e frequenti pestilenze. Le vittime furono innumerevoli. Ma Roma continuava ad espandersi.

 

148 d.C. In molte città dell’Asia ci fu un’epidemia di antrace, un’altra epidemia gravissima.

 

Ma la temutissima epidemia di allora fu la tubercolosi, un virus all’epoca non curabile. Imperversò nel Pianeta per 5000 anni senza la possibilità di cura.

 

Quando abbiamo elencato è appena una parte dei disastri causati dalle epidemie in Italia. Quelle che avvennero durante l’espansione dell’Impero Romano. Nella lettura e preparare l’elenco qui sopra, siamo stati pervasi da vari pensieri. Ma uno lo scriviamo: ebbene, siamo ancora vivi, siamo qui, e Roma è la città più eterna che mai.

 

Ci troviamo invasi da un virus per ignoranza, in quanto ai tempi moderni disponiamo di strumenti inimmaginabili ai tempi di Roma. Pensate che ci sono persone che ipotizzano che l’attuale epidemia non li riguardi, oppure che sia un’invenzione. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alluvione tevereCOVID-19impero romanopandemiapesteromatempeste italia
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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