(METEOGIORNALE.IT) Il lockdown, a cui sono sottoposti numerosi paesi mondiali per il contrasto alla pandemia del Covid-19, sta portando dei benefici effetti da un punto di vista ambientale. Questo è l’unico aspetto positivo di quella che è una tragedia sotto tutti gli altri punti di vista, a partire dal crollo dell’economia.

Il minor traffico degli automezzi e il sostanziale stop alle attività industriali hanno visto un calo dei tassi d’inquinamento nell’aria. Lo si è visto prima in Cina, poi in Pianura Padana ed in altre città europee. Inoltre, a livello globale, questo 2020 potrebbe essere il primo anno senza il nuovo record di CO2 in atmosfera.
Notizie positive arrivano ora anche dall’India, la nazione con il più alto tasso d’inquinamento al mondo. Qualche giorno fa gli abitanti di Jalandhar nello Stato del Punjab, con grandissimo stupore, sono riusciti a scorgere le vette innevate della catena del Dhauladhar.
Il Dhauladhar (la Catena Bianca) è parte dell’Himalaya e si trova nello regione indiana dell’Himachal Pradesh e la cima più alta sfiora a 6 mila metri. Le vette innevate della catena montuosa asiatica si sono riuscite a distinguere perfettamente non solo nel cielo terso ma anche fra le nuvole
La maggior parte dei residenti di Jalandhar, città di 860 mila abitanti, la cui età media è di molto inferiore a quella italiana, non avevano mai visto le montagne sullo sfondo. Siamo ad una distanza di oltre un centinaio di chilometri, eppure quei monti era impossibile vederli, a conferma dell’inquinamento in quest’area.
Le fotografie del massiccio montuoso sono iniziate a balzare sui social, con tanto di commenti entusiasti. Probabilmente anche le condizioni meteo hanno favorito questa straordinaria visibilità, ma resta il fatto che era 30 anni circa che non si vedevano quei monti.
Altre testimonianze locali hanno riferito che finalmente si vedono le stelle nel cielo notturno. A Delhi, dove l’aria è fortemente inquinata dalle polveri sottili, il contenuto di Pm2.5 è sceso del 71% in una settimana dopo il lockdown iniziato il 23 marzo.
Ricordiamo che sembra esservi uno strettissimo legame tra inquinamento e coronavirus, con una maggiore esplosione dell’epidemia e tassi di letalità peggiori in alcune delle aree più inquinate del Pianeta, fra cui purtroppo paga un prezzo terribile anche l’Italia con le migliaia di morti soprattutto in Lombardia. (METEOGIORNALE.IT)
