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L’inquinamento padano è accelerato dal suo clima

Federico De Michelis di Federico De Michelis
20 Ott 2014 - 17:15
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) La Val Padana è una terra ricca e generosa, definita come il luogo dalle acque sgorganti delle risorgive. Eredita dalle Alpi e dagli Appennini fiumi e torrenti che ne hanno fatto la culla di civiltà agricole. La Valle Padana è una delle aree europee più densamente abitate.

pianura padana
Veduta satellitare della Val Padana immersa nella nebbia.

Le Alpi la proteggono dai freddi venti del nord, mentre l’Appennino sigilla con un nastro di monti ogni via di fuga all’umidità che risale dal Mare Adriatico. Le montagne che circondano la Valle Padana, hanno creato un certo isolamento naturale con i vicini territori dell’Europa centrale, preservandola dalle incursioni dei popoli barbarici.

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La vocazione agricola della gente del luogo è stata favorita da una terra fertilissima, ricca del limo dei numerosi corsi d’acqua, dall’acqua disponibile ogni mese dell’anno e dal clima temperato ed umido.

La Val Padana patisce e soffre per quei monti che gli stanno attorno quando rallentano o frenano la ventilazione. Questa è una delle regioni, specie nel settore occidentale, meno ventose dell’Europa, ed è la meno ventilata d’Italia.

Con l’avvento della Civiltà industriale, ed ancor più con il boom della diffusione degli autoveicoli, degli impianti di riscaldamento domestici, la dispersione in atmosfera di sostanze inquinanti è cresciuta in modo esponenziale.
In tal contesto non giova di sicuro la scarsa ventilazione dell’aria della bassa atmosfera di questa macro regione.

 

E d’inverno, quando si instaura un regime di Alta Pressione, la circolazione atmosferica nei bassi strati atmosferici decelera e quasi si ferma. Di notte, dai monti viene giù l’aria fredda che aumenta l’entità delle inversioni termiche, e le brezze si affievoliscono, mentre l’umidità dalla terra si trasferisce nell’aria ed il vapore si condensa in foschie e nebbie sempre più dense che si mescolano alle sostanze inquinanti e danno luogo a quel fenomeno che è chiamato smog.

smog valle padana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il freddo e la presenza di agenti inquinanti sono all’origine delle deboli ed occasionali nevicate che si formano dalle minuscole goccioline soprafuse della nebbia gelata. E’ la neve chimica.

Quelle elencate sopra sono tra le condizioni climatiche meno ideali di una regione così densamente popolata ed industrializzata. Lo smog è un vero problema dei periodi anticiclonici invernali, mentre d’estate, con il caldo, si realizzano altre situazioni pericolose per la salute.

E’ legittimo sostenere che l’inquinamento padano sia favorito anche dal suo clima per lo scarso riciclo dell’aria presente nei bassi strati dell’atmosfera.

Le zone a maggior rischio smog sono quelle adiacenti alle aree urbane ed in prossimità delle maggiori arterie stradali. Ma con il perdurare delle fasi anticiclonica, lo smog si estende a tutta la regione padana.
Di certo molto si è fatto negli ultimi anni per contenere l’inquinamento atmosferico, ma parecchio dovrà essere investito in quest’area dall’equilibrio così delicato.

Va senz’altro sottolineato che l’inquinamento è presente in tutte le città del Mondo, e che in alcune metropoli si raggiungono valori che sono decine di volte superiori a quelli misurati nei giorni più inquinati dell’anno in Val Padana. Ma ciò non è comunque rassicurante. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: inquinamentoinvernoinverno anonimonebbianeve chimicasmogval padana
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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