La vita quotidiana senza acqua
La ricerca dell’acqua
Ounissa Mazhoud, una donna del villaggio di Ouled Omar, si sveglia ogni mattina con un solo pensiero in mente: trovare acqua. Con due taniche vuote legate a un asino, scende con cautela da una collina sassosa verso l’ultima fonte d’acqua locale. “Siamo i morti viventi… dimenticati da tutti”, afferma Ounissa, 57 anni, la cui regione un tempo era una delle più fertili della Tunisia, nota per i suoi campi di grano e i pini di Aleppo.
Il peso del lavoro
Le donne del villaggio, come Ounissa, si occupano di procurare l’acqua per le loro famiglie, un compito che comporta dolore fisico e fatica estrema. “Le nostre schiene, teste e ginocchia fanno male, perché lavoriamo dall’alba al tramonto”, racconta Ounissa.
La crisi idrica e le sue conseguenze
Previsioni preoccupanti
La Banca Mondiale prevede che entro il 2030 la regione del Medio Oriente e Nord Africa scenderà al di sotto della soglia di “assoluta scarsità d’acqua” di 500 metri cubi annui per persona. La Tunisia, già il 33° paese più a rischio secondo l’Istituto delle Risorse Mondiali, è scesa a 450 metri cubi per abitante. Le dighe, principale fonte di acqua potabile e per l’irrigazione delle colture, sono riempite solo al 22% della loro capacità, nonostante le recenti piogge.
La situazione nei villaggi remoti
Nei villaggi remoti, dove la scarsità d’acqua incide in modo cruciale sull’agricoltura e l’allevamento, il problema assume un peso ancora maggiore. Il marito di Ounissa, Mahmoud Mazhoud, 65 anni, racconta che il loro villaggio non è più in grado di sostenere il bestiame, costringendolo a vendere metà del suo gregge per poter mantenere in vita il resto. Ouled Omar ospita 22 famiglie che condividono l’unica sorgente rimasta, la quale produce solo circa 10 litri d’acqua al giorno in totale, ma non potabile.
La protesta dei residenti
La scorsa settimana, i residenti di Ouled Omar hanno percorso quasi 50 chilometri fino alla città di Siliana per protestare davanti agli uffici del governatorato, chiedendo una strada asfaltata e l’accesso all’acqua potabile. “Non hanno una fonte d’acqua potabile, nemmeno rubinetti”, afferma Houda Mazhoud, una ricercatrice che da anni si batte per garantire l’accesso all’acqua pulita per Ouled Omar.
La crisi idrica in Tunisia è un problema che colpisce duramente le comunità rurali, costringendo molte persone a lasciare i loro villaggi in cerca di una vita migliore. La lotta quotidiana per l’acqua è diventata una realtà insostenibile per molti, e la situazione richiede un intervento urgente per garantire l’accesso a questa risorsa vitale.