Algeria, forti nevicate sino a quote basse
Neve in Algeria a fine Novembre 2025: fiocchi fino a Sétif, paesaggi “alpini” e disagi sulla viabilità
Negli ultimi giorni di Novembre 2025 l’Algeria ha vissuto un assaggio d’inverno sorprendentemente deciso. Un episodio breve, certo, ma dal sapore quasi “alpino”: nevicate diffuse sui rilievi del centro e dell’est, fiocchi spinti fin dentro diverse città dell’Atlante Telliano, compresa Sétif. Immagini eloquenti: strade imbiancate, auto che arrancano, montagne trasformate in quinte bianche. Non succede spesso, almeno non così.
Cronologia degli episodi
Si parte intorno al 20-21 Novembre. Dopo mesi di siccità e caldo anomalo, i primi segnali d’inverno: nevicate sparse sul massiccio del Djurdjura e sui rilievi oltre 900-1000 metri. Poca roba, ma quanto basta per cambiare colore ai pendii più alti.
Poi la svolta vera, quella che tutti ricordano. Tra il 26 e il 28 Novembre l’ONM (Office National de la Météorologie) diffonde una serie di BMS per neve, pioggia e gelo su numerose wilaya del centro-est. Le stime parlano di accumuli compresi tra 5 e 20 centimetri, sufficienti a creare qualche disagio alla viabilità e a far scattare i primi interventi sulle strade di montagna. Un colpo d’inverno, insomma. E ben percepito.
Aree e città coinvolte
Le nevicate hanno interessato soprattutto le regioni settentrionali e i rilievi dell’Atlante Telliano: dal Djurdjura a Tikjda, passando per le wilaya di Bouira, Tizi Ouzou, Béjaïa, Jijel, Sétif, Bordj Bou Arreridj e Mila. E ancora le zone alte di Constantine, Batna, Khenchela, Guelma, Souk Ahras e Oum El Bouaghi. Uno scenario ampio, quasi corale.
Le immagini arrivate sui social nelle stesse ore mostrano montagne candide, strade che scompaiono sotto la neve fresca, città come Sétif imbiancate attorno ai 1000 metri. E Tikjda, come spesso accade, torna a riempirsi di visitatori attratti da paesaggi che ricordano più l’Europa meridionale che il Maghreb. Scene vive, rumorose, con famiglie e curiosi in cerca della prima neve.
Caratteristiche meteorologiche
Il meccanismo atmosférico è stato piuttosto classico: un’irruzione di aria fredda, netta e rapida, accompagnata da un brusco crollo termico. Le temperature minime sono scese sotto 0°C sugli altipiani mentre sulle coste pioggia e vento hanno reso l’aria insolitamente pungente per la stagione.
La neve, pur ben accolta dopo settimane di siccità, ha causato problemi alla circolazione su diverse strade di montagna. La gendarmeria e la protezione civile sono intervenute più volte per aiutare automobilisti bloccati, liberare tratti innevati, ripristinare i collegamenti. Piccoli disagi, certo, ma in un contesto che ha comunque portato una boccata d’ossigeno al bilancio idrico stagionale. Una neve importante, dunque, non solo suggestiva.
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