Gli esperti dell’Osservatorio nazionale di Atene/meteo.gr hanno analizzato le serie temporali dell’altezza della neve attraverso il modello numerico CERRA-Land dal 1985 al 2020 nelle 4507 stazioni sciistiche europee. Vi proponiamo un riassunto dell’esito della pubblicazione.
Il turismo invernale rappresenta uno dei principali settori socio-economici dell’Europa, particolarmente nelle regioni montane dove le stazioni sciistiche dipendono dalle condizioni climatiche, sia per la neve naturale sia per la produzione di neve artificiale. Si stima che circa 350 milioni di persone visitino le stazioni sciistiche ogni anno, basandosi sui dati globali del 2017. Tuttavia, molte ricerche degli ultimi decenni hanno messo in guardia sul fatto che il turismo sciistico in Europa stia affrontando una grave minaccia a causa dei cambiamenti climatici, con un conseguente aumento delle temperature e una scarsità di neve naturale a bassa quota. Con questo in mente, il nostro studio si propone di analizzare le tendenze della profondità della neve nelle stazioni sciistiche europee, utilizzando dati di reanalisi.

Il modello di reanalisi utilizzato: CERRA-Land
Il dataset CERRA-Land (Copernicus European Regional Re-Analysis Land) è stato il pilastro della nostra analisi per studiare la profondità massima della neve dal 1985 al 2020. Questo modello di reanalisi, fornito dal servizio di Cambiamento Climatico Copernicus, si è dimostrato efficace nello descrivere l’evoluzione mensile della neve, soprattutto nelle Alpi.
Trend di profondità della neve e metodologia
Per la nostra analisi, abbiamo utilizzato un test non parametrico Mann–Kendall per individuare tendenze significative nella profondità della neve tra il 1985 e il 2020. Questo test si è rivelato particolarmente efficace con dati non normalmente distribuiti, una condizione spesso riscontrata nelle serie temporali della profondità della neve.
Risultati principali
Le nostre scoperte hanno evidenziato tendenze decrescenti significative per la profondità della neve in tutte le stagioni, con la primavera che mostra il calo maggiore. La maggior parte delle stazioni sciistiche europee ha registrato un calo nella profondità della neve, specialmente quelle situate a meno di 1000 m di altitudine. Le tendenze nella profondità della neve durante il periodo critico attorno al Natale hanno mostrato che la maggior parte delle stazioni sciistiche ha sperimentato una riduzione significativa della neve naturale, sebbene alcune aree, come le Alpi occidentali e la Norvegia meridionale, abbiano mostrato un trend crescente.
Discussione e conclusioni
I nostri risultati, basati sui dati di reanalisi CERRA-Land, confermano tendenze decrescenti nella profondità della neve in molte regioni europee, con particolari implicazioni per l’industria del turismo invernale. L’industria sciistica europea ha affrontato crescenti sfide nelle ultime decadi a causa della diminuzione della neve naturale. Nonostante le nuove prassi operative per la produzione di neve artificiale, anche queste soluzioni sono influenzate dalle condizioni meteorologiche locali. Inoltre, non tutte le stazioni sciistiche hanno le risorse naturali per rispondere alla crescente domanda di produzione di neve artificiale. Con queste sfide in vista, è essenziale considerare soluzioni sostenibili e adattamenti per garantire la longevità del settore turistico invernale in Europa.
Credit Osservatorio nazionale di Atene/meteo.gr