
Sì, lo sono anche per noi che puntualmente ci troviamo qui a commentare notizie riguardanti nubifragi con conseguenti danni al territorio. Anche nelle scorse ore infatti non sono mancati i problemi in alcune zone dello stivale, come se quanto successo a maggio non fosse già abbastanza.
Chi cerca di dare una spiegazione a quanto sta succedendo prova a campare scuse per aria, peccato che le scuse meteo non reggano più. Perlomeno in questo momento storico dove avremmo bisogno di un altro tipo di tempo. Badate bene, quando parliamo di un altro tipo di tempo non dovete pensare al caldo africano, quella è un’altra anomalia che ci portiamo dietro ormai da anni.
Quando parliamo di un altro tipo di tempo parliamo di normalità estiva, quella normalità che da vari anni a questa parte (se non addirittura decenni) sembra non esserci più o comunque sembra cambiata. Molto probabilmente le statistiche andranno riviste tra non molto, infatti il nuovo millennio si sta consegnando un progressivo riscaldamento anche del Mediterraneo con tutte le conseguenze del caso.
Conseguenze che in questo periodo sono sotto gli occhi di tutti, infatti la forte instabilità che continua a coinvolgere svariate zone del paese è dettata proprio dall’energia termica che costantemente si accumula nei mari che ci circondano. Sarà peggio nel momento in cui arriveranno le prime ondate di caldo e magari saranno intervallate da insidie d’aria fresca di varia natura.
Per il momento dobbiamo per forza di cose accontentarci di quel che passa il convento, non pensiate però che qui si stia esprimendo un gusto personale piuttosto si sta esprimendo la necessità di dare un po’ di fiato ai nostri suoli dopo l’enorme quantità d’acqua caduta nelle ultime settimane.