Secondo autorevoli economisti sarร la peggior recessione dal 1929. Secondo alcuni potrebbe essere anche peggio e quanto sta succedendo in questo momento potrebbe rappresentare soltanto l’inizio.

Le conseguenze economiche si stanno giร percependo, lo si legge nei fondamentali dei singoli Stati, lo si legge nei mercati finanziari. Ma al di lร della finanza, che comunque riveste una sua importanza in termini di termometro economico mondiale, ciรฒ che piรน preoccupa รจ l’emergenza sociale che sta nascendo. Inutile girarci attorno, i soldi iniziano a scarseggiare e tra non molto ci saranno milioni d’italiani che faticheranno non poco per poter fare la spesa.
Le misure nel governo, al di lร del campanilismo politico, ci sono e continueranno ad arrivare. Toccherร poi all’Europa dimostrare l’unitร , quell’unitร che sino ad oggi era soltanto sulla carta. Nel momento del bisogno stanno venendo fuori tutti i paradossi di un’unitร che unitร , forse, non รจ mai stata. Ma stavolta occorrerร buon senso, al di lร dei nazionalismi puri e spicci. Se non si farร fronte comune difficilmente si potrร affrontare la stringente crisi sociale.
L’economia, come sempre, si riprenderร . Ma non sarร nรฉ oggi nรฉ domani, purtroppo. Forse tra un anno, forse tra 2-3 anni, non lo sappiamo. Che si farร nel frattempo? Beh, occorrerร rimboccarsi le maniche come singoli cittadini ma dovremo essere sostenuti dallo Stato, dall’Europa, dalla globalizzazione. Perchรฉ non puรฒ essere globalizzazione soltanto per un virus, la globalizzazione dovrร essere economica e sociale. Cosรฌ che tutti, uniti, usciremo da questo periodo buio.