Mancano circa 36 ore al termine di febbraio e dell’inverno meteorologico (sul calendario meteo italiano), ma questo non significa che le giornate fredde e perturbate ci abbandoneranno per lasciar spazio ai tepori primaverili. Anzi, come tutti ben sapete marzo può rivelarsi un mese pazzerello dal punto di vista meteo: questo perché tra la fine di febbraio ed il mese di marzo spesso si manifestano gli effetti di un costante indebolimento del vortice polare, sia per il naturale decorso stagionale e sia per poderosi riscaldamenti stratosferici invernali.
Ed è proprio quel che avverrà nella prima decade di marzo, destinata a contenere gli effetti di un forte stratwarming avvenuto nelle ultime due settimane. Ma che tipo di conseguenze avrà questo riscaldamento stratosferico? Il più naturale e fisiologico sarà il movimento di grandi masse d’aria fredda da una parte all’altra dell’emisfero settentrionale. In particolare ci aspettiamo il riversamento di enormi masse gelide dal nord America e dal Polo nord verso la Russia e l’Europa settentrionale / nord-orientale.
Ma ci saranno effetti anche in Italia? Ovviamente non è assolutamente detto che in caso di “stratwarming” le ondate di gelo debbano coinvolgere l’Italia, essendo questa solo una piccolissima fetta di terra su un’emisfero immenso. Ma possiamo provare a tracciare una linea di tendenza sulla prima decade di marzo, che certamente non piacerà agli appassionati del freddo e della neve.
Ebbene l’ipotesi più probabile è quella di un forte e diffuso raffreddamento sulla Scandinavia e l’est Europa già dall’avvio di marzo, dopodiché quest’aria gelida potrebbe restare confinata su tali settori oppure scivolare sull’Europa nord-occidentale nel periodo tra 5 e 10 marzo. Questo perché verrà a mancare, con buona probabilità, un forte anticiclone delle Azzorre in grado di favorire la discesa di quest’aria gelida sullo Stivale.
Inoltre, come spesso accade, in presenza di vaste depressioni o grandi masse gelide a spasso per l’Europa settentrionale è molto difficile (per non dire impossibile) che queste possano raggiungere il Mediterraneo centrale poiché per scendere di latitudine occorrerebbe una grande spinta mite verso le regioni sub-polari, un’azione molto complicata.
Nel caso in cui l’aria gelida dovesse riversarsi ad ovest, sull’Europa nord-occidentale e sull’Atlantico, potremmo assistere dopo il 5 marzo a rapide incursioni nord Atlantiche che garantirebbero quantomeno un po’ di piogge soprattutto al nord e sul lato tirrenico, il tutto con temperature al di sopra delle medie del periodo. L’evoluzione meteo del mese, specie dal 10 marzo in poi, resta ricchissima di incertezze, per cui non è da escludere un rientro del freddo anche lungo la nostra penisola.
