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Cโรจ uno strano rumore che chi vive tra Milano, Verona e Padova ha imparato a riconoscere. Prima qualche ticchettio isolato sul cornicione. Poi il crescendo. E infine quel martellare sordo, ininterrotto, che ti fa correre a spostare lโauto โ troppo tardi, quasi sempre. La Pianura Padana convive con la grandine da sempre, ma negli ultimi anni i chicchi sembrano essersi ingrossati oltre ogni logica. Palle di ghiaccio da 10 -15, persino 19 centimetri. Roba che, fino a poco tempo fa, avremmo relegato ai documentari sul Texas.
Ma come diavolo fa lโacqua a trasformarsi in proiettili del genere? La risposta sta tutta dentro la nuvola.
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Cosa serve perchรฉ il ghiaccio diventi enorme
Partiamo da un equivoco diffuso. Non รจ il freddo, di per sรฉ, a fare la grandine grossa. Il vero motore sono le correnti ascensionali, cioรจ quei fiumi dโaria calda e umida che, dentro un cumulonembo, salgono a velocitร impressionanti verso la sommitร del temporale.
Immaginate un ascensore verticale largo qualche chilometro. Nei temporali ordinari sale piano, diciamo cosรฌ. Nelle supercelle โ i temporali piรน organizzati e pericolosi โ quellโaria puรฒ impennarsi a oltre 150 chilometri orari, con punte che nei casi estremi superano i 200. ร lรฌ che comincia la formazione della grandine di grosse dimensioni.
Un piccolo nucleo di partenza, spesso una gocciolina congelata o un granello di neve granulosa, viene catturato da questa spinta dโaria e trascinato in alto. Sale fin dove le temperature crollano ben sotto lo zero. In estate, sopra il Nord Italia, lโisoterma zero si colloca intorno ai 4000 metri di quota (anche oltre nelle ondate di calore), mentre piรน su, oltre gli 8000 metri, si arriva a -40ยฐC, la soglia a cui ogni residuo dโacqua congela allโistante.
E qui succede la magia, se cosรฌ vogliamo chiamarla.
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Il lungo viaggio di un chicco
Un chicco di grandine non nasce grande. Ci diventa, strato dopo strato, come una cipolla di ghiaccio.
Nel suo saliscendi dentro la nuvola, il nucleo attraversa zone dove lโacqua รจ ancora liquida ma freddissima โ i meteorologi la chiamano acqua sopraffusa โ e ogni volta che la incontra se ne ricopre. Quando lโacqua congela lentamente, forma uno strato trasparente. Quando invece gela di colpo, intrappola milioni di minuscole bolle dโaria e diventa lattiginoso, opaco. Ecco perchรฉ, tagliando a metร un chicco grosso, si vedono anelli chiari e anelli bianchi che si alternano: sono la cronaca dei suoi viaggi, andata e ritorno.
Piรน a lungo โ il chicco di grandine โ resta sospeso, piรน sโingrossa. Semplice, no? Solo in apparenza. Perchรฉ mentre cresce aumenta anche il suo peso, e la corrente deve reggerlo. Un chicco da 19 centimetri, quello caduto ad Azzano Decimo in Friuli-Venezia Giulia nel luglio 2023, precipiterebbe a velocitร paragonabili a quelle di unโauto in autostrada. Per tenerne uno simile appeso in aria, lโascensore verticale deve essere una furia. Ed รจ proprio questa la firma delle supercelle: correnti tanto potenti da sfidare la gravitร per lunghi minuti, finchรฉ il chicco non diventa troppo pesante persino per loro e crolla al suolo. Con le conseguenze che conosciamo.
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Perchรฉ proprio qui, tra il Po e le Alpi
A questo punto la domanda sorge spontanea. Perchรฉ la Pianura Padana e non, che so, la Toscana o la Puglia?
Merito โ o colpa โ della geografia. La pianura รจ una sorta di catino: chiusa a nord e a ovest dallโarco delle Alpi, aperta a sud verso il Mar Adriatico e alimentata dallโumiditร del Mar Mediterraneo. Dโestate il terreno si arroventa, lโaria calda ristagna e si carica di vapore. Poi basta che dal Nord Europa scivoli giรน una perturbazione piรน fresca, o anche solo una goccia dโaria lievente piรน fredda rispetto a quella circostante, e lo scontro รจ servito. Lโaria caldo-umida, piรน leggera, viene spinta violentemente verso lโalto: benzina pura per i temporali.
Non a caso i climatologi hanno preso a chiamarla la hail alley europea, il corridoio della grandine, mettendola sullo stesso piano dellโAlberta in Canada o delle Grandi Pianure statunitensi. Un primato di cui, francamente, faremmo volentieri a meno.
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Chicchi sempre piรน grossi: colpa del clima?
Che qualcosa sia cambiato, ormai, lo intuisce anche chi non mastica meteorologia. Le grandinate estive picchiano piรน forte, e i numeri lo confermano.
Secondo lโEuropean Severe Storms Laboratory, il 2023 รจ stato lโanno peggiore mai registrato in Europa per la grandine di grandi dimensioni, con il chicco piรน grosso della storia del continente caduto proprio in Italia. E cโรจ di piรน: uno studio pubblicato sul Journal of Applied Meteorology and Climatology ha calcolato che, rispetto agli anni Cinquanta, nel Nord Italia la grandine oltre i 5 centimetri รจ oggi circa tre volte piรน probabile.
Il meccanismo, in fondo, รจ quello di prima, solo su scala piรน grande. Un Mar Mediterraneo piรน caldo evapora di piรน. Piรน vapore significa piรน energia disponibile per i temporali. E piรน energia vuol dire correnti ascensionali piรน violente, capaci di reggere chicchi piรน pesanti. Il Riscaldamento Globale, insomma, non inventa nulla di nuovo: prende la macchina della grandine e la spinge a un regime piรน alto.
Resta il fatto, poco consolante, che dovremo farci lโabitudine. La prossima volta che sentirete quel martellare sul tetto, saprete almeno cosa sta succedendo lassรน, a ottomila metri sopra le vostre teste.
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Credit
- European Severe Storms Laboratory (ESSL)
- NOAA National Severe Storms Laboratory (NSSL)
- World Meteorological Organization (WMO)
- American Meteorological Society โ Journal of Applied Meteorology and Climatology
