Diciamolo chiaramente, chi si aspetta una stabilitร assoluta rischia di restare deluso sotto un improvviso acquazzone. In effetti, lโatmosfera in questo periodo dellโanno somiglia a una molla che ha perso la rigiditร invernale ma non sa ancora come distendersi del tutto.
La Tensione Zonale รจ in progressiva diminuzione e il getto inizia a ondularsi vistosamente. Assistiamo cosรฌ alle prime vere pulsazioni dellโAnticiclone Subtropicale che si alternano a rapidi affondi di Aria Artica capaci di spingersi fino alle basse latitudini dellโEuropa meridionale. ร il classico periodo in cui lโassetto stagionale cambia pelle, un momento di transizione dove lโequilibrio รจ un miraggio lontano.
In questo contesto non stupisce che i modelli matematici stiano fiutando scenari anche molto diversi tra loro nel giro di pochi giorni. Da una parte potremmo vivere fasi miti e soleggiate, dallโaltra improvvise irruzioni fredde in grado di riportare condizioni quasi invernali.
Parliamo di vento, pioggia e persino Neve a quote insolitamente basse per il calendario. Con lโavanzare della stagione, il gradiente termico tra le alte e le basse latitudini si riduce sensibilmente. Cosa significa questo per noi? In pratica, il flusso occidentale che in inverno corre teso lungo i paralleli inizia a rallentare e a formare ampie anse. Le Saccature Artiche hanno quindi maggiori possibilitร di sfondare verso sud, non piรน trattenute da un getto robusto, puntando dritte verso il cuore del Mediterraneo e l’Italia.
Questi sbalzi, insomma, fanno parte del DNA del mese. Lo sanno bene gli agricoltori, lo sanno i turisti, ma lo confermano soprattutto le statistiche meteo. ร proprio questa alternanza, rapida e talvolta brutale, a costruire la leggenda di Aprile. Un mese in cui si puรฒ passare in poche ore dal tepore quasi estivo a un ritorno di freddo pungente.
Ma perchรฉ accade proprio ora? La risposta sta nella debolezza del Vortice Polare, che ormai giunto a fine carriera stagionale, inizia a perdere i pezzi. Tra un affondo e lโaltro, si aprono varchi per promontori di alta pressione che regalano parentesi dal sapore pienamente primaverile con temperature sopra la media. Eppure, basta un piccolo spostamento delle pedine bariche per cambiare tutto.
La tradizione popolare, spesso considerata solo folclore, intercetta in realtร ricorrenze statistiche del clima piuttosto precise. Non รจ raro che il periodo della Domenica delle Palme si presenti soleggiato o comunque relativamente mite, quasi a dare lโillusione che la bella stagione abbia preso il sopravvento.
Questโanno lo schema potrebbe ripetersi, con una fase piรน stabile e anticiclonica proprio a ridosso delle festivitร . Ma attenzione, perchรฉ il quadro potrebbe cambiare bruscamente in concomitanza con il Triduo Pasquale. Gli scenari ipotizzati contemplano la possibilitร di unโirruzione fredda dal nord-est del Continente, una sorta di retrogressione di aria artico-continentale che, aggirando lโostacolo dellโalta pressione, riuscirebbe a dilagare verso lโEuropa centro-meridionale.
In casi del genere, il contrasto con lโaria piรน mite preesistente puรฒ generare condizioni di marcata instabilitร . Immaginate l’aria calda che sale e incontra quella gelida in discesa, il risultato รจ un mix esplosivo di vento sostenuto, rovesci e temporali.
Per Pasqua e Lunedรฌ dellโAngelo, in uno scenario di questo tipo, non si potrebbe affatto escludere un ritorno a condizioni invernali. La Neve potrebbe spingersi a quote insolitamente basse, localmente anche collinari, imbiancando i paesaggi sotto i 500 metri. La memoria storica ci ricorda che Aprile ha piรน volte regalato episodi simili. Chi non ricorda il 7 Aprile 2003 sul versante Adriatico o il 17-18 Aprile 1991 in Pianura Padana? Non si tratta della norma, certo, ma nemmeno di eventi impossibili.
Il Mediterraneo, ancora relativamente freddo dopo i mesi invernali, non oppone la stessa resistenza termica che troviamo a fine estate. Questo permette alle irruzioni fredde di mantenere una certa efficacia fino alle nostre regioni. Se a ciรฒ si aggiunge la maggiore energia solare diurna, che in questo periodo inizia a farsi sentire, si creano situazioni di forte instabilitร convettiva.
Avremo quindi grandinate improvvise e nevicate che, seppur destinate a fondersi rapidamente, possono regalare scenari suggestivi quanto inattesi. Ovviamente, a distanza di diversi giorni, parliamo di scenari probabilistici e non di certezze assolute. La tendenza a una maggiore ondulazione del flusso รจ coerente con la climatologia, ma i dettagli su traiettoria e intensitร restano tutti da definire. Sarebbe saggio, quindi, non riporre ancora del tutto i cappotti nell’armadio.
Credit:
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
WMO – World Meteorological Organization