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      Home » Ritorna El Niño, record di caldo in vista sulla Terra. Estate invivibile in Italia
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Ritorna El Niño, record di caldo in vista sulla Terra. Estate invivibile in Italia

      Cambio di segno sul Pacifico: le temperature aumentano, sta per ritornare El Niño. Ripercussioni sul clima mondiale nei prossimi due anni.

      Elisabetta Ranieri
      Elisabetta Ranieri
      Pubblicato: 08/03/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • Ritorno prepotente di “El Niño
      • Che cos’è el Niño
      • Effetti diretti sull’intero pianeta
        • I possibili effetti tra 2026 e 2027

      Il tempo fa quel che vuole, lo sappiamo, ma dietro queste parole in verità ci sono complessi meccanismi, un vero e proprio sistema di ingranaggi davvero sconfinato, che ricopre l’intero pianeta. Alcuni degli ingranaggi più grossi, quelli che hanno in mano le redini del gioco, li troviamo nell’oceano Pacifico: il riferimento è chiaramente all’ENSO, ovvero l’oscillazione delle temperature superficiali del Pacifico.

       

      Ritorno prepotente di “El Niño

      Secondo le ultime analisi della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il Pacifico tropicale sta progressivamente uscendo dalla fase di la Niña. In altre parole la temperatura superficiale del Pacifico centro-orientale sta lentamente aumentando. Tra febbraio e aprile 2026 è infatti prevista una transizione verso condizioni ENSO neutrali, un trend che sembra voler proseguire anche in estate.

      Guardando più avanti, però, le proiezioni iniziano a intravedere il fatidico el Niño, i cui effetti potrebbero pian piano propagarsi sul resto del pianeta entro il 2027, praticamente dal prossimo inverno. Occorrono diversi mesi affinché gli effetti di un qualcosa che avviene a oltre 15 mila chilometri di distanza arrivino anche da questa parte del globo. Va visto come un immenso insieme di ingranaggi, fatto di alte e basse pressioni, venti, masse fredde e masse calde, montagne e mari. Quando si muove un tassello automaticamente ha effetti su quello accanto e così via, come un effetto domino. Ma per influenzare il tempo dell’intero pianeta chiaramente occorre tempo.

       

      Che cos’è el Niño

      El Niño è la fase calda del fenomeno noto come ENSO (El Niño–Southern Oscillation). Si verifica quando le acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale si riscaldano oltre la norma, indebolendo gli alisei e modificando la circolazione atmosferica su scala globale.

      Questo surplus di calore rilasciato dall’oceano nell’atmosfera tende a influenzare il clima di molte aree del pianeta. In genere gli anni caratterizzati da el Niño risultano tra i più caldi a livello globale, con un incremento medio della temperatura del pianeta che può arrivare tra 0,1 e 0,2 °C.

      Il fenomeno altera anche i regimi delle precipitazioni: condizioni più secche si osservano spesso in Australia, nel sud-est asiatico, nell’Africa australe e nel nord del Brasile, mentre piogge più abbondanti possono interessare il Corno d’Africa, il sud degli Stati Uniti e le coste di Perù ed Ecuador.

      Le principali conseguenze climatiche di el Niño sono:

      • aumento della temperatura media globale
      • alterazione dei regimi delle piogge e delle correnti atmosferiche

       

      Previsioni per l’Estate 2026 – Temperature del Pacifico in netto aumento (El Nino)

      Effetti diretti sull’intero pianeta

      El Niño manca decisamente da tanto tempo, addirittura dal 2023-2024. Fu una fase di el Niño determinante per l’intero pianeta, visto che contribuì ai record di caldo su vasti territori del mondo.

      Il 2023 è risultato il secondo anno più caldo mai osservato, mentre il 2024 ha stabilito il record assoluto.

      Se un nuovo el Niño dovesse davvero svilupparsi nella seconda metà del 2026, potrebbe spingere ulteriormente verso l’alto le temperature globali. Gli effetti termici, infatti, tendono a manifestarsi con qualche mese di ritardo rispetto al picco del fenomeno, motivo per cui il 2027 potrebbe diventare uno degli anni più caldi mai registrati.

      Secondo le proiezioni del Met Office, il 2026 potrebbe già collocarsi tra i quattro anni più caldi della serie storica, probabilmente poco al di sotto del record del 2024, quando la temperatura media globale ha raggiunto +1,55 °C rispetto ai livelli preindustriali (1850-1900).

      Le stime indicano per il 2026 un’anomalia termica compresa tra +1,34 °C e +1,58 °C, con una media attorno a +1,46 °C. Se confermato, sarebbe il quarto anno consecutivo con temperature globali superiori a +1,4 °C rispetto all’era preindustriale.

      Nel frattempo alcuni segnali stanno emergendo proprio dal Pacifico. Secondo il climatologo Ben Noll, le temperature superficiali del Pacifico orientale, vicino alle coste di Perù ed Ecuador, stanno aumentando rapidamente, con anomalie che hanno raggiunto circa +1,5 °C sopra la media.

       

      I possibili effetti tra 2026 e 2027

      Uno degli effetti più evidenti di el Niño riguarda l’aumento della temperatura media globale, con il picco che spesso si manifesta alcuni mesi dopo la fase più intensa del fenomeno. Per questo motivo, se l’evento dovesse consolidarsi nel 2026, il 2027 potrebbe registrare nuovi record di caldo.

      Le possibili conseguenze climatiche nei prossimi anni potrebbero essere:

      • aumento delle ondate di caldo a livello globale
      • maggiore frequenza di estati estremamente calde

      Anche l’Italia potrebbe fortemente risentire di el Niño nei prossimi due anni, soprattutto dall’estate 2027-2028. La mano di el Niño può rinforzare notevolmente le alte pressioni sull’Europa meridionale, incluso il Mediterraneo, generando ondate di caldo anomale e persistenti durante i mesi estivi.

      Insomma ci sono tutti gli ingredienti affinché i prossimi anni possano rivelarsi ancor più caldi dei precedenti, con la mano di el Niño sulla circolazione atmosferica globale, sostenuta purtroppo anche da quella del riscaldamento globale.

       

      Per questa analisi sull’evoluzione di el Niño e sulle possibili conseguenze climatiche globali sono stati consultati gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteorologici e climatici internazionali, tra cui il modello GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, strumenti fondamentali per monitorare l’evoluzione dell’ENSO e della circolazione atmosferica globale.

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      TAG:caldocaldo recordclimaEl Ninometeo
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