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      Home » Dopo metà Marzo ne vedremo delle belle col collasso del Vortice Polare
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Dopo metà Marzo ne vedremo delle belle col collasso del Vortice Polare

      L’anticiclone inizierà a sgretolarsi, il freddo artico tenterà un ultimo assalto in un marzo che si annuncia tormentato

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 27/02/2026
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      6 Min Lettura
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      Dalla primavera ad improvvisi ritorni d'inverno
      Affondi freddi e cicloni mediterranei pronti a scuotere marzo

       

      Contents
      • Le dinamiche stratosferiche in atto
      • Un finale di marzo tra burrasche e gelo

      Stiamo riponendo via gli abiti pesanti, convinti che il meteo di primavera sia ormai esploso in tutta la sua gloria. Sbagliato. La seconda metà di Marzo nasconde spesso insidie notevoli, veri e propri agguati termici che colgono tutti di sprovvista. Ci siamo abituati decisamente troppo bene già da diversi giorni, cullati da un tepore anomalo e da un sole dal sapore quasi estivo. Eppure, osservando con attenzione le mappe a lungo termine, emerge un quadro atmosferico tutt’altro che rassicurante per i prossimi giorni.

       

      La diffusa stabilità atmosferica ha i giorni contati. Arriverà il freddo? Quello vero, quello pungente e inaspettato, capace di gelare in una sola notte le gemme appena sbocciate sugli alberi da frutto nelle nostre campagne. Possiamo affermarlo con una certa dose di sicurezza, le proiezioni dei centri di calcolo parlano chiaro. Un ribaltone clamoroso è in agguato proprio quando meno ce lo aspettiamo.

       

      Il tempo della seconda metà del mese, insomma, non promette nulla di buono per gli irriducibili amanti del caldo fuori stagione. L’alta pressione di matrice subtropicale, che finora ha fatto da massiccio scudo protettivo su gran parte del Mar Mediterraneo, mostrerà molto presto evidenti e irreversibili segni di cedimento. Umide e instabili correnti oceaniche inizieranno a infiltrarsi con prepotenza dal nord dell’Europa, scavando una profonda e vasta area di bassa pressione proprio a ridosso dei nostri mari occidentali entro la fine della prossima settimana.

       

      Estese nubi cariche di pioggia oscureranno i cieli a partire dalle regioni tirreniche, per poi estendersi rapidamente e senza ostacoli altrove. Le temperature, fino a ieri gradevolissime, subiranno un tracollo rapido ed evidente. Rischiamo di perdere anche 10°C in poche ore. Un vero trauma per il nostro organismo, diciamolo.

       

      Le dinamiche stratosferiche in atto

      Ma cosa si nasconde esattamente dietro questo brusco e violento cambio di rotta stagionale? Tutto si gioca a migliaia di metri sopra le nostre teste, nel cuore gelido della stratosfera. Il famoso Vortice Polare, l’enorme e complessa trottola di aria gelata che staziona perennemente sul Polo Nord durante i mesi bui, sta subendo dei pesanti e letali disturbi. Un intenso Stratwarming, ovvero un anomalo, estremo e improvviso riscaldamento stratosferico, rischia seriamente di spaccare in due o persino in tre questa fondamentale figura barica. Quando questo gigantesco vortice va in frantumi, enormi lobi di aria artica scivolano inesorabilmente verso sud, invadendo latitudini per loro del tutto insolite.

       

      L’Italia, complice la sua vulnerabile posizione geografica protesa nel mezzo del mare, diventa un bersaglio fin troppo facile per queste irruzioni tardive. Se questa complessa dinamica atmosferica dovesse confermarsi nei prossimi aggiornamenti, la terza decade di Marzo assumerebbe dei connotati pienamente e crudelmente invernali. Dimenticate le spensierate gite fuori porta del fine settimana.

       

      I principali modelli matematici ipotizzano la massiccia discesa di correnti di estrazione prettamente continentale, secche e gelosissime, in arrivo direttamente dalle sconfinate pianure della Russia. L’ingresso irruento di questi venti di tramontana dalla porta orientale genererebbe dei contrasti termici letteralmente esplosivi sui nostri mari ancora miti. Rivedremo la neve? Assolutamente sì. E non solo sulle cime alpine a quote relegate all’alta montagna. I fiocchi bianchi e pesanti potrebbero spingersi facilmente a quote collinari sull’Appennino centrale, senza escludere sconfinamenti a quote basse.

       

      Un finale di marzo tra burrasche e gelo

      Scendendo nei dettagli delle singole aree geografiche, il nord dell’Italia rischia di trovarsi inizialmente sotto il dominio di correnti molto fredde ma prevalentemente asciutte. Cieli tersi, visibilità ottima per chilometri, ma un gelo mattutino pungente, in grado di far battere i denti e imbiancare le campagne di brina. Il vero e proprio maltempo, quello duro e puro, colpirà invece con maggiore enfasi il Centro e soprattutto il Sud. Qui lo scontro titanico tra l’aria gelida in quota e la superficie marina, che inizia timidamente a scaldarsi, innescherà la rapida formazione di insidiosi e profondi cicloni mediterranei.

       

      È il fascino perverso e a tratti crudele della meteorologia primaverile. Assisteremo a un eterno, ciclico conflitto tra le roventi masse d’aria di origine africana, che tentano goffamente di risalire la china verso le nostre latitudini, e gli ultimi, disperati ruggiti dell’inverno boreale che non vuole cedere il passo. Il costante Riscaldamento Globale, in effetti, accentua incredibilmente questi estremi climatici, rendendo le transizioni tra una stagione e l’altra sempre più violente, repentine e difficili da prevedere con largo anticipo. Passiamo con disinvoltura dai 25°C ai cappotti pesanti e alle sciarpe nel breve volgere di poche ore.

       

      Insomma, prepariamoci a vivere settimane meteorologicamente schizofreniche. Ombrello robusto, sciarpa di lana e occhiali da sole da tenere sempre rigorosamente a portata di mano, perché il palcoscenico del cielo sopra l’Europa ha deciso di dare grande spettacolo, nel bene e nel male, fino all’ultimissimo giorno di Marzo. Non sono da escludere bruschi colpi di scena anche nel meteo di aprile.

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      TAG:freddo tardivoperturbazione atlanticasbalzi termicivortice polare
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