
- Canadian Warming: perchรฉ il vortice si deforma ma non โmuoreโ
- Il vero segnale dellโinverno 2025-26: una dinamica a ripetizione
- Perchรฉ ora il vortice sembra โbenignoโ (ma potrebbe essere solo una tregua)
- Cosa significa per Europa e Mediterraneo: alternanza brutale tra scenari opposti
- Il punto: non archiviare la stagione invernale
- Conclusione: inverno ancora in gioco, soprattutto tra fine febbraio e inizio marzo
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ร un dettaglio tuttโaltro che secondario. Perchรฉ, quando il riscaldamento non si traduce in uno split pulito o in un collasso definitivo del vortice, lโatmosfera tende a entrare in una modalitร molto particolare: un inverno a impulsi, fatto di continue oscillazioni, dove le fasi miti e zonali si alternano a improvvise ripartenze fredde. Ed รจ proprio questo, oggi, il punto centrale della stagione 2025-2026.
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Canadian Warming: perchรฉ il vortice si deforma ma non โmuoreโ
Il Canadian Warming rientra nella famiglia dei disturbi stratosferici in cui la dinamica dominante รจ spesso riflettente. In pratica, lโattivitร dโonda (Wave Activity Flux / EP-Flux) sale dalla troposfera e โscaricaโ energia e calore sul settore canadese della stratosfera polare, producendo:
- un VPS allungato e meno simmetrico,
- un nucleo freddo spesso spostato verso Groenlandia e Canada,
- una temporanea decelerazione dei venti zonali alle quote stratosferiche.
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Ma, a differenza di molti Major SSW, questo tipo di warming puรฒ lasciare al vortice una capacitร residua di riorganizzarsi. ร come se il sistema venisse disturbato e piegato, ma non spezzato del tutto. Ed รจ qui che entra in gioco il comportamento โa cicliโ.
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Il vero segnale dellโinverno 2025-26: una dinamica a ripetizione
Se si osservano solo le ultime emissioni modellistiche, si potrebbe cadere in un errore classico: vedere un vortice che sembra piรน compatto, indici AO/NAO in recupero e concludere che lโinverno sia ormai avviato verso un finale piรน tranquillo.
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In realtร , i segnali complessivi raccontano unโaltra storia.
Lโinverno 2025-2026 non sembra evolvere attraverso un singolo evento โrisolutivoโ, ma attraverso un regime ripetitivo: disturbo โ tentativo di ricompattamento โ nuovo disturbo. Un ciclo che molti analisti sintetizzano con lโespressione anglosassone โrinse, lather, repeatโ, cioรจ:
โrisciacqua, insapona, ripetiโ.
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In meteorologia stratosferica questo significa una cosa molto concreta: il vortice entra in una fase a bassa inerzia, dove basta un nuovo pacchetto dโonda per riattivare un indebolimento, una dislocazione (displacement) o una nuova deformazione.
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Perchรฉ ora il vortice sembra โbenignoโ (ma potrebbe essere solo una tregua)
Dopo il picco di un warming stratosferico, รจ normale osservare un breve ritorno a condizioni piรน โregolariโ:
- i venti occidentali a 10 hPa risalgono,
- la circolazione appare piรน chiusa e ordinata,
- AO e NAO possono tornare su valori neutri o lievemente positivi.
Questo perรฒ รจ spesso un effetto ottico: si sta guardando un singolo fotogramma, non lโintero film.
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I forcing di fondo che hanno reso vulnerabile il VPS continuano a essere presenti. Tra questi, in particolare:
- la persistenza di una convezione tropicale attiva in Pacifico occidentale,
- la distribuzione delle SST in Atlantico e Nord Pacifico favorevole alla generazione di onde planetarie,
- un contesto ENSO ancora non in grado di stabilizzare definitivamente la circolazione emisferica,
- una QBO e un assetto stagionale complessivo che non supportano un vortice โgranitoโ.
Il risultato รจ che la probabilitร di nuovi disturbi resta concreta anche nella fase finale dellโinverno.
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Cosa significa per Europa e Mediterraneo: alternanza brutale tra scenari opposti
Quando il VPS rimane fragile o irregolare, lโEuropa entra spesso in una modalitร estremamente dinamica. ร la classica stagione in cui si passa, nel giro di pochi giorni, da:
- getto atlantico teso e fasi miti/piovose,
- a blocchi alto-latitudinali, NAO negativa e discese fredde improvvise.
In particolare, nel settore Nord AtlanticoโEuropa, un vortice disturbato aumenta la probabilitร di:
- blocking tra Groenlandia e Islanda, con deviazione del getto verso sud,
- saccature piรน affondate verso il Mediterraneo,
- ciclogenesi mediterranee piรน frequenti e talvolta intense,
- episodi freddi piรน โa ondateโ, spesso brevi ma incisivi.
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Per lโItalia, questo non significa automaticamente gelo e neve diffusa. Ma significa che la finestra per eventi invernali tardivi resta aperta, soprattutto se il getto si dispone lungo traiettorie meridiane e se il Mediterraneo diventa unโarea di alimentazione ciclonica.
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Il punto: non archiviare la stagione invernale
Lโerrore piรน comune, in queste fasi, รจ interpretare il ricompattamento temporaneo del vortice come un segnale definitivo. In un inverno โclassicoโ dominato da un VPS forte, questo ragionamento puรฒ anche funzionare.
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Ma in un inverno come il 2025-2026 โ dove il vortice mostra oscillazioni continue โ รจ unโinterpretazione rischiosa.
Il VPS oggi assomiglia piรน a un sistema โelasticoโ che a un sistema stabile: si ricompone, ma resta vulnerabile. E finchรฉ resta vulnerabile, il dialogo stratosfera-troposfera puรฒ proseguire ancora per settimane, mantenendo elevata la probabilitร di:
- nuove dislocazioni,
- nuove fasi di blocco,
- ulteriori irruzioni fredde alle medie latitudini.
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Conclusione: inverno ancora in gioco, soprattutto tra fine febbraio e inizio marzo
Il messaggio chiave, quindi, รจ chiaro: il Canadian Warming non ha chiuso la partita. Semmai ha trasformato lโinverno in una stagione piรน nervosa, meno lineare e potenzialmente piรน insidiosa sul piano sinottico.
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E in questi casi, chi fa previsione operativa lo sa bene: non basta osservare la singola emissione modellistica. Serve monitorare lโevoluzione dโonda, la struttura del vortice, i segnali sub-stagionali e la risposta troposferica.
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Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO, GEM per le previsioni meteorologiche.
