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      Meteo: il Vortice Polare non CHIUDE la stagione, la rende piรน imprevedibile

      Effetti imprevedibili tra Europa e Mediterraneo

      Angelo Ruggieri
      Angelo Ruggieri
      Pubblicato: 18/02/2026
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      7 Min Lettura
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      Nelle ultime settimane, il Vortice Polare Stratosferico (VPS) ha attraversato una fase di disturbo marcata, riconducibile a un evento di tipo Canadian Warming: un riscaldamento stratosferico concentrato sul comparto Canadaโ€“Alaska, capace di deformare profondamente la struttura del vortice senza perรฒ portare a una โ€œrottura nettaโ€ tipica di un Major SSW classico.

      Contents
      • Canadian Warming: perchรฉ il vortice si deforma ma non โ€œmuoreโ€
      • Il vero segnale dellโ€™inverno 2025-26: una dinamica a ripetizione
      • Perchรฉ ora il vortice sembra โ€œbenignoโ€ (ma potrebbe essere solo una tregua)
      • Cosa significa per Europa e Mediterraneo: alternanza brutale tra scenari opposti
      • Il punto: non archiviare la stagione invernale
      • Conclusione: inverno ancora in gioco, soprattutto tra fine febbraio e inizio marzo

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      รˆ un dettaglio tuttโ€™altro che secondario. Perchรฉ, quando il riscaldamento non si traduce in uno split pulito o in un collasso definitivo del vortice, lโ€™atmosfera tende a entrare in una modalitร  molto particolare: un inverno a impulsi, fatto di continue oscillazioni, dove le fasi miti e zonali si alternano a improvvise ripartenze fredde. Ed รจ proprio questo, oggi, il punto centrale della stagione 2025-2026.

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      Canadian Warming: perchรฉ il vortice si deforma ma non โ€œmuoreโ€

      Il Canadian Warming rientra nella famiglia dei disturbi stratosferici in cui la dinamica dominante รจ spesso riflettente. In pratica, lโ€™attivitร  dโ€™onda (Wave Activity Flux / EP-Flux) sale dalla troposfera e โ€œscaricaโ€ energia e calore sul settore canadese della stratosfera polare, producendo:

      • un VPS allungato e meno simmetrico,
      • un nucleo freddo spesso spostato verso Groenlandia e Canada,
      • una temporanea decelerazione dei venti zonali alle quote stratosferiche.

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      Ma, a differenza di molti Major SSW, questo tipo di warming puรฒ lasciare al vortice una capacitร  residua di riorganizzarsi. รˆ come se il sistema venisse disturbato e piegato, ma non spezzato del tutto. Ed รจ qui che entra in gioco il comportamento โ€œa cicliโ€.

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      Il vero segnale dellโ€™inverno 2025-26: una dinamica a ripetizione

      Se si osservano solo le ultime emissioni modellistiche, si potrebbe cadere in un errore classico: vedere un vortice che sembra piรน compatto, indici AO/NAO in recupero e concludere che lโ€™inverno sia ormai avviato verso un finale piรน tranquillo.

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      In realtร , i segnali complessivi raccontano unโ€™altra storia.

      Lโ€™inverno 2025-2026 non sembra evolvere attraverso un singolo evento โ€œrisolutivoโ€, ma attraverso un regime ripetitivo: disturbo โ†’ tentativo di ricompattamento โ†’ nuovo disturbo. Un ciclo che molti analisti sintetizzano con lโ€™espressione anglosassone โ€œrinse, lather, repeatโ€, cioรจ:

      โ€œrisciacqua, insapona, ripetiโ€.

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      In meteorologia stratosferica questo significa una cosa molto concreta: il vortice entra in una fase a bassa inerzia, dove basta un nuovo pacchetto dโ€™onda per riattivare un indebolimento, una dislocazione (displacement) o una nuova deformazione.

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      Perchรฉ ora il vortice sembra โ€œbenignoโ€ (ma potrebbe essere solo una tregua)

      Dopo il picco di un warming stratosferico, รจ normale osservare un breve ritorno a condizioni piรน โ€œregolariโ€:

      • i venti occidentali a 10 hPa risalgono,
      • la circolazione appare piรน chiusa e ordinata,
      • AO e NAO possono tornare su valori neutri o lievemente positivi.

      Questo perรฒ รจ spesso un effetto ottico: si sta guardando un singolo fotogramma, non lโ€™intero film.

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      I forcing di fondo che hanno reso vulnerabile il VPS continuano a essere presenti. Tra questi, in particolare:

      • la persistenza di una convezione tropicale attiva in Pacifico occidentale,
      • la distribuzione delle SST in Atlantico e Nord Pacifico favorevole alla generazione di onde planetarie,
      • un contesto ENSO ancora non in grado di stabilizzare definitivamente la circolazione emisferica,
      • una QBO e un assetto stagionale complessivo che non supportano un vortice โ€œgranitoโ€.

      Il risultato รจ che la probabilitร  di nuovi disturbi resta concreta anche nella fase finale dellโ€™inverno.

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      Cosa significa per Europa e Mediterraneo: alternanza brutale tra scenari opposti

      Quando il VPS rimane fragile o irregolare, lโ€™Europa entra spesso in una modalitร  estremamente dinamica. รˆ la classica stagione in cui si passa, nel giro di pochi giorni, da:

      • getto atlantico teso e fasi miti/piovose,
      • a blocchi alto-latitudinali, NAO negativa e discese fredde improvvise.

      In particolare, nel settore Nord Atlanticoโ€“Europa, un vortice disturbato aumenta la probabilitร  di:

      • blocking tra Groenlandia e Islanda, con deviazione del getto verso sud,
      • saccature piรน affondate verso il Mediterraneo,
      • ciclogenesi mediterranee piรน frequenti e talvolta intense,
      • episodi freddi piรน โ€œa ondateโ€, spesso brevi ma incisivi.

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      Per lโ€™Italia, questo non significa automaticamente gelo e neve diffusa. Ma significa che la finestra per eventi invernali tardivi resta aperta, soprattutto se il getto si dispone lungo traiettorie meridiane e se il Mediterraneo diventa unโ€™area di alimentazione ciclonica.

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      Il punto: non archiviare la stagione invernale

      Lโ€™errore piรน comune, in queste fasi, รจ interpretare il ricompattamento temporaneo del vortice come un segnale definitivo. In un inverno โ€œclassicoโ€ dominato da un VPS forte, questo ragionamento puรฒ anche funzionare.

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      Ma in un inverno come il 2025-2026 โ€” dove il vortice mostra oscillazioni continue โ€” รจ unโ€™interpretazione rischiosa.

      Il VPS oggi assomiglia piรน a un sistema โ€œelasticoโ€ che a un sistema stabile: si ricompone, ma resta vulnerabile. E finchรฉ resta vulnerabile, il dialogo stratosfera-troposfera puรฒ proseguire ancora per settimane, mantenendo elevata la probabilitร  di:

      • nuove dislocazioni,
      • nuove fasi di blocco,
      • ulteriori irruzioni fredde alle medie latitudini.

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      Conclusione: inverno ancora in gioco, soprattutto tra fine febbraio e inizio marzo

      Il messaggio chiave, quindi, รจ chiaro: il Canadian Warming non ha chiuso la partita. Semmai ha trasformato lโ€™inverno in una stagione piรน nervosa, meno lineare e potenzialmente piรน insidiosa sul piano sinottico.

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      E in questi casi, chi fa previsione operativa lo sa bene: non basta osservare la singola emissione modellistica. Serve monitorare lโ€™evoluzione dโ€™onda, la struttura del vortice, i segnali sub-stagionali e la risposta troposferica.

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      Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO, GEM per le previsioni meteorologiche.

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      TAG:aggiornamenti meteo primaverafreddo tardivogelo tardivoinverno tardivometeo fine invernometeo imprevedibilepossibile freddoprevisioni meteo Vortice Polarevortice polareVortice Polare stratosferico
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