Il meteo dei prossimi giorni non racconterร ancora una vera storia invernale, ma potrebbe prepararne il terreno. L’Italia si appresta infatti ad entrare in una fase dominata da correnti atlantiche, piรน miti e umide, con caratteristiche decisamente piรน autunnali che tipicamente invernali.
Tra il 13 e il 19 gennaio, il quadro sarร quello di un flusso occidentale ancora ben strutturato. Le perturbazioni atlantiche riusciranno a scivolare con una certa facilitร verso il Mediterraneo, portando piogge diffuse su molte regioni, localmente anche insistenti, e nevicate relegate alle Alpi a quote medio-alte. Il clima risulterร spesso umido, a tratti grigio e dinamico, ma senza veri affondi freddi degni di nota. Una fase di maltempo classico, dunque, piรน da tardo autunno che da pieno inverno.
Ed รจ proprio mentre questa circolazione occidentale proverร a consolidarsi che, piรน a est, le mappe iniziano a suggerire un possibile cambiamento. Le ultime proiezioni a lungo termine intravedono infatti un tentativo di rimonta dellโanticiclone russo-scandinavo intorno alla terza decade di gennaio. Per ora si tratta di segnali ancora fragili, con unโattendibilitร bassa, ma sufficienti a delineare una possibile evoluzione alternativa rispetto allo scenario atlantico dominante.
Quando strutture di questo tipo iniziano a guadagnare terreno verso ovest, il rischio di un ribaltone circolatorio aumenta. Lโanticiclone russo, se ben posizionato, รจ in grado di bloccare il flusso atlantico e favorire la discesa di aria molto fredda continentale lungo il suo bordo meridionale. In questi casi, lโaria gelida puรฒ muoversi in senso retrogrado, da est verso ovest, coinvolgendo prima lโEuropa centrale, poi lโarco alpino e infine il Mediterraneo.
Secondo alcuni scenari, questo processo potrebbe avviarsi intorno al 20 gennaio, con un progressivo avvicinamento del freddo verso lโItalia tra il 22 e il 25 del mese. Se tale traiettoria venisse confermata, potremmo assistere a un calo termico marcato, con temperature in forte diminuzione, gelate diffuse nelle pianure interne e la possibilitร di nevicate a quote basse se non addirittura in pianura, specie al Nord e su parte del Centro.
Si tratterebbe di una dinamica tipicamente invernale, ben diversa dal contesto che ci accompagnerร nella prima metร del mese. Non un freddo effimero, ma un ingresso piรน organizzato, potenzialmente in grado di riportare condizioni pienamente invernali dopo una lunga parentesi dal sapore autunnale.
ร doveroso, perรฒ, mantenere i piedi per terra. Al momento lโaffidabilitร di questo scenario resta limitata, intorno al 25%. Parliamo di tendenze, non di certezze. Tuttavia, la possibile rimonta dellโanticiclone russo rappresenta sempre un segnale da monitorare con attenzione, perchรฉ quando entra in gioco raramente lo fa in modo marginale.
In conclusione, il meteo della terza decade di gennaio potrebbe riservare sorprese interessanti, con un possibile gelo da est pronto a cambiare volto allโinverno italiano. Molto dipenderร dallโevoluzione dei prossimi giorni e dalla conferma, o meno, di questo delicato equilibrio barico. Lโinverno, insomma, potrebbe non aver ancora detto lโultima parola.
Ci ritorneremo.
Credit:ย l’articolo รจ stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematiciย ECMWFย eย Global Forecast System del NOAA,ย ICONย eย ARPEGE.
