L’attenzione è tutta concentrata sul ciclone dell’Epifania, che regolerà maltempo su gran parte d’Italia e soprattutto nevicate a bassissima quota e addirittura in pianura su diverse città del Nord-Est e del Centro Italia tra il 6 e il 7 gennaio.
Sarà certamente una perturbazione degna di nota, che manca nel giorno della Befana da svariati anni, ma prima di questa ondata di maltempo e neve bisognerà aprire l’ombrello su diverse regioni nelle 48 ore precedenti.
Maltempo tra Domenica e Lunedì
In effetti, le nubi sono già in rapido aumento su tutto il Centro-Sud e sulle Isole maggiori, poiché si sta letteralmente spalancando la porta occidentale, quella attraverso cui affluirà il maltempo dell’Epifania.
All’interno di questo corridoio perturbato si muoveranno masse d’aria molto umide e instabili, che inevitabilmente andranno a scontrarsi con il nostro Stivale nel corso di domenica 4 gennaio e poi anche ad inizio settimana.
Il Centro Italia nel mirino del maltempo
Il Centro Italia sarà l’obiettivo principale del forte maltempo, perché si ritroverà letteralmente sulla linea di convergenza tra il vento di Libeccio, carico di umidità e aria più tiepida in quota, e l’aria più fredda proveniente da Nord-Ovest.
Uno scontro fra titani che inevitabilmente genererà nubi cariche di precipitazioni e forti acquazzoni.
Le regioni maggiormente coinvolte saranno:
- Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise
- Lazio e Campania settentrionale
Insomma, gran parte del Centro Italia dovrà riaprire l’ombrello e di pioggia potrebbe caderne davvero tanta.
Nubifragi e rischio accumuli elevati
Nella sola giornata di domenica potrebbero precipitare oltre 40 mm di pioggia in maniera piuttosto diffusa su molte aree centrali, ma localmente, a ridosso delle montagne, gli accumuli pluviometrici potrebbero superare i 100 mm.
Il tutto a causa dell’effetto sbarramento, noto in gergo tecnico come stau, che va ad accrescere le nubi sui versanti montuosi grazie al sollevamento forzato dell’umidità.
Più la massa d’aria umida sale di quota, più si condensa, dando luogo a nubi sempre più pronunciate sui versanti sopravento. È per questo motivo che i versanti occidentali dell’Appennino centrale potrebbero registrare gli accumuli di pioggia più significativi.

Lunedì ancora instabile, poi arriva il ciclone
Tanta instabilità è attesa anche lunedì 5 gennaio, ancora una volta sul lato tirrenico centrale, ma con sconfinamenti anche sul medio Adriatico.
Avremo piogge sparse e irregolari anche su Puglia, Basilicata, Calabria tirrenica e Sardegna, mentre il Nord Italia resterà totalmente ai margini di questa fase perturbata.
Ciclone ricco di maltempo e neve
Martedì 6 gennaio sarà poi la volta del ciclone ampiamente discusso negli ultimi aggiornamenti. Questo vortice causerà la risalita di un fronte nuvoloso ricco di precipitazioni su tutto il Centro-Sud e anche sul Nord-Est.
Grazie all’arrivo di aria fredda di stampo artico, assisteremo a un tracollo della quota neve, che raggiungerà facilmente le pianure del Nord-Est e quote bassissime sulle regioni centrali tra 6, 7 e 8 gennaio.
Fonti e crediti
Per delineare l’evoluzione del maltempo tra domenica e l’arrivo del ciclone invernale ho analizzato e confrontato le ultime emissioni dei principali modelli previsionali internazionali, in particolare GFS, ECMWF e i prodotti di riferimento NOAA: