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Il meteo dell’inizio di dicembre si prepara a cambiare passo: le correnti nord-atlantiche stanno infatti riuscendo ad aprirsi un corridoio verso il Mediterraneo, pronto a tradursi in diverse fasi perturbate per l’Italia. Non parliamo di un ingresso invernale deciso, ma di una sequenza di impulsi instabili capaci di riportare piogge diffuse e nevicate in montagna, in un contesto termico ancora lontano dal vero freddo stagionale. È una configurazione che merita attenzione.

 

La prima settimana del mese si annuncia infatti movimentata, senza quel “coperchio altopressorio in un primo momento visto dai modelli. Le strutture anticicloniche non spariranno del tutto, si sa, amano presidiare i bordi della scena, ma resteranno defilate: l’anticiclone delle Azzorre rimarrà basso sull’Atlantico, mentre un secondo nucleo stabile veglierà sull’Europa orientale. Fra queste due sentinelle si creerà però un varco instabile, una sorta di passaggio sopraelevato atmosferico che dalla Francia punterà dritto verso il cuore del Mediterraneo.

 

È proprio lungo questo “ponte” che scorreranno diverse perturbazioni, portando piogge diffuse, qualche colpo di vento e nevicate di discreta entità sulle Alpi. Non parliamo di una situazione fredda in senso rigoroso: le temperature resteranno in media o leggermente superiori, specie al Sud e sulle Isole, dove l’aria mite proverà a resistere come un ultimo falò d’autunno. Tuttavia, l’arrivo di nubi e precipitazioni sarà comunque una buona notizia per chi attendeva un cambio di passo.

 

Le proiezioni modellistiche per il 4 e il 7 dicembre, quelle medie calcolate su vari scenari, mostrano un quadro sorprendentemente coerente: il corridoio perturbato tende a rinnovarsi, come se l’atmosfera volesse insistere su un tema musicale appena ritrovato. La corrente atlantica continuerà a piegare verso l’Italia, regalando nuovi passaggi piovosi e ulteriori nevicate in montagna. Una configurazione che potrebbe persistere per gran parte della prima decade del mese.

 

Per gli amanti della neve in pianura, tuttavia, il messaggio rimane lo stesso: pazienza. Per ora le condizioni non sono favorevoli a discese fredde intense o a episodi davvero invernali a bassa quota. Ma ogni porta che si apre, anche una piccola fessura atlantica, può preparare il terreno a scenari più frizzanti nelle settimane successive.

 

Nel prossimo aggiornamento meteo, potremo verificare meglio i movimenti dell’atmosfera delineati dai modelli, perché dicembre ha appena cominciato a raccontare la sua storia, e sembra intenzionato a farlo con più ritmo del previsto.

Ci ritorneremo.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.

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