Questa configurazione agevolerebbe una colata di aria fredda da nord-est in direzione dell’Europa centrale e del Mediterraneo, con effetti anche sull’Italia a partire dal 14 ottobre.
Temperature in calo e ritorno della neve in quota
Lo scenario ipotizzato prevede un calo fino a 7°C sotto le medie stagionali per 3–4 giorni. In montagna, a circa 1500 m, le temperature potrebbero scendere sotto zero su Alpi, alto versante adriatico e tratti dell’Appennino. La neve è possibile oltre i 1200 m sui rilievi appenninici, con spruzzate oltre i 1000 m sui settori esteri e confinali alpini.
Le aree potenzialmente più coinvolte
Il peggioramento potrebbe risultare marcato su Campania e basso Tirreno con fasi di instabilità più vivace. Emilia-Romagna, Marche e successivamente Abruzzo potrebbero sperimentare nubi e precipitazioni più diffuse, guidate da correnti nord-orientali.
Affidabilità e cosa monitorare
Al momento si tratta di una tendenza che necessita di conferme dalle prossime emissioni modellistiche. La tenuta del blocco anticiclonico a nord sarà decisiva: finché rimarrà in posizione, le perturbazioni atlantiche faticheranno a entrare da ovest e lo scenario freddo resterà plausibile. Da seguire: posizione dell’anticiclone, traiettoria dell’aria fredda e tempistiche del calo termico.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche.