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      Home » METEO d’altri tempi, con il GELO da simil Piccola Era Glaciale
      Cronaca Meteo

      METEO d’altri tempi, con il GELO da simil Piccola Era Glaciale

      Inverno del 1962-1963 passato alla storia in Europa per il clima rigido a tratti eccezionale e soprattutto persistente

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 05/01/2022
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      7 Min Lettura
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      con Il meteo invernale gelido come non si è mai visto in Europa, ma anche in Italia, fu quello di circa 60 anni fa. In Gran Bretagna è ricordato come il più gelido. L’inverno del 1962-1963 era iniziato nella media, tuttavia una lieve nevicata a Londra si ebbe il 20 Novembre seguita da clima più mite alla fine del mese.

      Contents
      • Clou del gelo a Gennaio
      • Solo verso marzo lento ritorno alla normalità
      Inverno estremamente gelido, specie sul Regno Unito
      L’inverno forse più rigido dello scorso secolo su parte d’Europa

      Nelle Isole Britanniche il grande gelo del ’63 iniziò nel periodo di Natale ’62 e durò fino ai primi di Marzo, con freddo da record e nevicate regolari che favorirono la formazione di una banchisa di ghiaccio spessa, semi-permanente per 2 mesi nel grande fiume di Londra, il Tamigi.

       

      I primi giorni del mese di Dicembre videro un’ondata di gelo, con temperature sotto lo zero per tutto il giorno nonostante il sole, a cui fece seguito una fitta nebbia che coprì di ghiaccio gli alberi. In quell’epoca lo smog assediava Londra, con la nebbia estremamente frequente.

       

      Con l’avvicinarsi del Natale il clima tornò abbastanza mite per il periodo, con qualche pioggia e venti burrascosi, per altro non insoliti a Dicembre in città. Il 26 Dicembre 1962 l’atmosfera cambiò di nuovo, e dal pomeriggio cadde neve bagnata.

       

      Nevicò nuovamente tutti i giorni fino al 29 dicembre, quando l’evento divenne bufera di neve con forti venti. Pertanto, nel dopo Natale Londra era ormai sotto le abbondanti nevicate, e gli uomini spalaneve ingaggiati dal Comune tentarono di mantenere libere le strade della metropoli.

       

      Nevicava troppo in alcuni punti dei bordi strada c’era una spessissima coltre nevose. Viaggiare in auto in città iniziò ad essere difficoltoso. A Capodanno il gelo iniziò a farsi persistente. Nel centro di Londra, nonostante l’isola di calore urbano, la temperatura era perennemente sotto 0°C.

       

      Iniziarono i disagi seri per il meteo avverso invernale. Le scorte di combustibile scarseggiavano, in quanto i tempi di consegna si allungarono di molti giorni, contro uno o due della media. Il 2 gennaio si ebbe un ulteriore nevicata di molti centimetri, ma poi nei giorni successivi intervenne un piccolo disgelo.

      Clou del gelo a Gennaio

      Dall’Epifania piombò il freddo eccezionale, era un gelo molto serio, tanto che la temperatura rimase sotto zero per diverse settimane. I bambini non andavano a scuola per mancanza di riscaldamento. E il 12 Gennaio 1963 apparvero lungo il corso del Tamigi i primi banchi di ghiaccio.

       

      La preoccupazione delle autorità comunali fu indirizzata per il successivo improvviso disgelo, per questo serviva liberare le caditoie stradali che erano sepolte dalla neve. Un improvviso disgelo accompagnato da pioggia avrebbe potuto causare un’alluvione, e sarebbe stato un disastro.

       

      Per liberare migliaia di caditoie principali fu compiuto un lavoro immane, fu utilizzata persino la fiamma ossidrica per fondere il ghiaccio. Il 16 Gennaio le caditoie erano libere, ma il freddo persisteva notte e giorno, e addirittura il 19 e 20 Gennaio furono freddissimi con venti di burrasca e forte neve.

       

      Il Tamigi gelava sempre più. Nelle abitazioni si dovettero tenere i termosifoni accesi anche la notte, in quanto si rischiava il congelamento delle tubature. Faceva così freddo che il sale gettato regolarmente sulle strade dava risultati inefficaci, ed anzi, la neve fusa dal sale congelava subito.

       

      Il Tamigi era congelato per gran parte della sua lunghezza nella città di Londra. Le strade della metropoli inglese era deserte, i giornali parlarono di una città fantasma. Il freddo divenne carestia e il prezzo delle derrate alimentari raddoppiò, c’erano enormi problemi per la fornitura di riscaldamento nelle abitazioni.

       

      Londra era in emergenza meteo, la grande metropoli era al collasso. Tra il 21 ed il 25 Gennaio tornarono la nebbia con lo smog che accentuarono la condizione di gelo. Faceva così freddo che congelava il gasolio. A tratti cadeva neve per il congelamento della nebbia (neve chimica).

       

      La rete idrica londinese scoppiò in più punti per il congelamento dell’acqua dei tubi. Alla fine del mese di Gennaio 1963 il Tamigi era percorribile da una sponda all’altra a piedi, camminandoci sopra tanto era ghiacciato. Fu un evento storico che rammentava la Piccola Era Glaciale.

      Solo verso marzo lento ritorno alla normalità

      Poi venne Febbraio. La prima parte iniziò gelida, ma dal giorno 11 e sino al 15 si ebbe una fase di disgelo diurno. Il sole splendeva tutti i giorni, ma la notte gelava. Il grande gelo stava pian piano terminando. Ormai non nevicava più, il tempo era perennemente soleggiato.

       

      La fase fredda proseguì per tutto il mese, ma non si ebbero nuove nevicate, e la neve al sole fondeva. A Marzo la situazione climatica tornò alla normalità, ma fuori Londra la neve stentò settimane a fondersi. La temperatura tornò nella norma, ma il risveglio vegetativo primaverile fu tardivo per i prati ancora gelati.

       

      Fu calcolato che la piena fioritura si ebbe ben 6 settimane in ritardo (quasi un mese e mezzo). Il più recedente episodio di freddo estremo a Londra risale all’Inverno 2009-2010 e prima ancora al 1978-1979, ma fu lungi da essere così persistente e duraturo come il 1962-1963.

       

      Il freddo intenso colpì anche l’Italia con diverse ondate di gelo caratterizzate da nevicate e temperature da record. Fra gli episodi di freddo più importanti va annoverato quello del Natale 1962, poi attorno al 12 gennaio e nel periodo fra il 19 ed il 23 gennaio del 1963.

       

      Il gelo che si riversò a più riprese alle nostre latitudini fu favorito da un anticiclone in posizione anomala tra Scandinavia ed Islanda, una situazione che determinò l’apertura di un corridoio gelido direttamente dalla Siberia verso il Vecchio Continente.

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      TAG:freddo estremogeloinvernoinverno 1962-1963nevePEGpiccola era glaciale
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