Meteo, Maggio si chiude con FREDDO e Temporali: torna la NEVE sotto i 1500 metri su queste zone

Meteo, Maggio si chiude con FREDDO e Temporali: torna la NEVE sotto i 1500 metri su queste zone

Giovedì 22 maggio: irrompe l’aria fredda, attesi cali termici e neve sulle Alpi

Mentre ci avviciniamo alla fine della primavera meteorologica , l’Europa si prepara a un colpo di scena dal sapore pienamente invernale . A partire da giovedì 22 maggio , una configurazione atmosferica tipica dei mesi freddi prenderà forma su larga scala, condizionando profondamente anche il tempo sull’ Italia .

Da giovedì irrompe aria più fredda: neve sulle Alpi e clima sotto media

Perché succede? Il blocco atlantico e la saccatura fredda

Instabilità violenta: attenzione a temporali e grandinate

Quando finirà l’instabilità? Uno sguardo verso giugno

Conclusione: prepariamoci a un finale di maggio anomalo

Secondo gli ultimi aggiornamenti, assisteremo all’affermazione di un’imponente area di alta pressione sull’Atlantico settentrionale , estesa tra Groenlandia e Scandinavia , responsabile di un blocco atmosferico che impedirà il normale scorrimento delle perturbazioni atlantiche . In contemporanea, una saccatura depressionaria si approfondirà sull’ Europa centrale e orientale , spingendo aria fredda verso il Mediterraneo e innescando condizioni meteo molto instabili.

Da giovedì irrompe aria più fredda : neve sulle Alpi e clima sotto media

Il primo effetto tangibile sarà l’ingresso di correnti fredde in quota , che determineranno un netto calo delle temperature , soprattutto sulle regioni del Centro-Nord . I valori termici scenderanno ben al di sotto delle medie stagionali , riportando un clima che potrà ricordare quello di inizio primavera – se non addirittura dell’inverno.

Sulle Alpi è atteso il ritorno della neve fin verso i 1500 metri di quota , un evento raro per il periodo che conferma l’eccezionalità della configurazione in atto.

Perché succede? Il blocco atlantico e la saccatura fredda

Quella che si sta formando è una delle configurazioni più classiche e temute: il blocco atlantico . Questo tipo di assetto prevede:

• Un robusto anticiclone tra la Groenlandia e la Scandinavia , che funge da barriera e blocca le perturbazioni atlantiche .

• Una saccatura che scivola lungo il suo fianco orientale, pilotando aria fredda e instabile verso l’ Europa meridionale .

• Un Mediterraneo centrale esposto allo sviluppo di depressioni secondarie e fenomeni convettivi intensi .

In questo contesto, le temperature restano sotto la media su gran parte dell’ Europa centrale , mentre sull’ Italia si alternano fasi instabili al Nord e Centro a fasi temporaneamente più calde al Sud .

Instabilità violenta : attenzione a temporali e grandinate

Il contrasto tra l’aria fredda in quota e l’aria più calda al suolo , specie al Sud , genera condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali di forte intensità , con rischi associati:

• Nubifragi localizzati con piogge abbondanti in breve tempo.

• Grandinate anche di grosse dimensioni.

• Raffiche di vento e turbolenze legate alle celle temporalesche.

Quando finirà l’ instabilità ? Uno sguardo verso giugno

Secondo le proiezioni, la fase di maltempo potrebbe durare almeno fino alla fine di maggio. Solo con l’inizio di giugno si intravede un possibile ritorno a condizioni più stabili, grazie all’espansione dell’ anticiclone delle Azzorre sul bacino del Mediterraneo.

Non è però escluso che l’apertura dell’ estate meteorologica possa presentarsi ancora dinamica e instabile , almeno nelle prime settimane.

Conclusione: prepariamoci a un finale di maggio anomalo

In sintesi, l’ Italia si prepara a vivere una delle fasi più fredde e instabili della primavera 2025. Il ritorno della neve sulle Alpi , i temporali intensi e le temperature sotto media sono segnali chiari di una situazione bloccata e decisamente fuori stagione.

La speranza è riposta nel ritorno dell’ alta pressione azzorriana , ma nel frattempo sarà fondamentale seguire con attenzione gli aggiornamenti meteo , data la complessità e la potenziale pericolosità del quadro atteso.