Il progetto Breakthrough Starshot รจ la piรน ambiziosa iniziativa di esplorazione interstellare mai concepita. Lโobiettivo: inviare minuscole sonde fotoniche verso Alpha Centauri, il sistema stellare piรน vicino al nostro, situato a 4,37 anni luce dalla Terra. Il tutto sfruttando una tecnologia tanto avveniristica quanto controversa: vele leggere spinte da un fascio laser da Terra, capaci di accelerare fino al 20% della velocitร della luce.
Avviato nel 2016 da Yuri Milner, con il supporto scientifico di Stephen Hawking e del fisico Avi Loeb dellโUniversitร di Harvard, il programma รจ sostenuto dalla fondazione Breakthrough Initiatives, che ambisce a trasformare in realtร ciรฒ che fino a pochi decenni fa era pura fantascienza (Nature, 2016).
Tecnologia: nanosonde, vele e laser terrestri
Ogni sonda, detta StarChip, avrebbe dimensioni simili a quelle di un francobollo, contenente un intero laboratorio scientifico miniaturizzato: fotocamere, sensori, pannelli solari e antenne ad alta frequenza. La spinta verrebbe affidata a una vela fotonica di pochi metri quadrati, sottilissima e riflettente, costruita in materiali come grafene, kapton o berillio.
Il sistema di propulsione si basa su una rete terrestre di laser a infrarossi da 100 gigawatt, chiamata light beamer, che concentrerebbe per pochi minuti un raggio potentissimo su ogni vela, spingendola fino a 60.000 chilometri al secondo. A quella velocitร , il tragitto fino ad Alpha Centauri potrebbe essere completato in circa 20 anni, con ritorno dei segnali scientifici sulla Terra in altri 4 anni (Parkin, Acta Astronautica, 2018).
Nonostante lโeleganza teorica del progetto, il mondo accademico ha sollevato numerose obiezioni tecniche e fisiche. In primo luogo, la costruzione di un sistema laser da 100 gigawatt, capace di mantenere la coerenza di fase per colpire vele poste a centinaia di chilometri di distanza, richiederebbe una precisione ingegneristica e una potenza elettrica mai raggiunte nella storia.
La resistenza del materiale รจ un’altra incognita. A velocitร relativistiche, anche un granello di polvere interstellare potrebbe distruggere la sonda allโimpatto. Inoltre, la miniaturizzazione degli strumenti scientifici implica che la sonda non sarร manovrabile e non potrร correggere la sua traiettoria durante il volo.
Un’altra questione aperta รจ la ricezione dei dati. Una volta giunte nei pressi di Proxima b, le sonde dovrebbero inviare segnali radio fino alla Terra, con una potenza trasmissiva dellโordine dei milliwatt, attraversando spazi cosmici e radiazioni interferenti.
Studio critico:
Accanto a Starshot esistono altri progetti teorici per lโesplorazione interstellare. Tra questi:
Project Genesis, promosso dallo stesso Avi Loeb, propone di inviare materiale genetico o addirittura embrioni umani congelati verso esopianeti abitabili, per colonizzarli tramite robot autonomi e sistemi di crescita artificiale. Il concetto solleva enormi questioni etiche e biologiche, ma potrebbe aggirare il problema del trasporto umano.
La NASA e lโESA, invece, hanno discusso soluzioni piรน conservative, come sonde a fusione nucleare (Progetto Longshot) o sistemi di propulsione ionica avanzata, in grado di raggiungere velocitร interstellari in decine di migliaia di anni. Sebbene meno spettacolari, queste soluzioni appaiono piรน realistiche nel medio termine.
Approfondimento NASA:
Lโattrattiva principale del progetto Starshot resta Proxima b, un pianeta nella zona abitabile di Proxima Centauri, con dimensioni simili alla Terra e una possibile atmosfera sottile. Le nanosonde potrebbero fornire le prime immagini dirette di una superficie aliena e โ in un futuro remoto โ dati chimici su acqua, biosignature e possibili forme di vita.
Studio collegato:
