Gli ultimissimi aggiornamenti confermano una tendenza del tempo, per il resto di marzo, all’insegna di una diffusa instabilità, piuttosto continua su buona parte d’Italia.
La settimana che sta per volgere al termine è trascorsa, sino a ora, sostanzialmente più asciutta in via generale, salvo un po’ di precipitazioni irregolari nei primi giorni, per via dell’afflusso di correnti fredde settentrionali, precipitazioni, tuttavia, deboli o solo localmente moderate e anche piuttosto localizzate tra i settori di Nordest, quelli adriatici e la Sardegna, in maniera più sparsa sui settori tirrenici e meridionali.
A seguire, progressiva stabilità. E’ imminente, però, un nuovo peggioramento.
Esso si concretizzerebbe nel corso del prossimo fine settimana e fino anche a lunedì 24, di più sulle regioni settentrionali, maggiormente esposte a un flusso di correnti umide occidentali, provenienti dal settore iberico, Golfo del Leone e Sud Francia.
Sono attesi fenomeni localmente anche consistenti, entro lunedì, soprattutto tra Ponente Ligure e Ovest/Nord Ovest Piemonte, con accumuli fino a 100/150 mm;
piogge piuttosto intense sul resto della Liguria, su Alta Toscana, sul Friuli Venezia Giulia, localmente sui settori alpini e prealpini un po’ tutti e piogge di buona consistenza sul resto del Nord, via via al Centro e anche sulla Sardegna.
Il flusso instabile in azione a latitudini più settentrionali, interesserebbe, fino a lunedì 24, in misura minore le regioni meridionali, qui con piogge più occasionali e sparse, magari qualcuna più intensa sulla Calabria tirrenica e centrale tra domenica e lunedì.
Novità, però, per il prosieguo della settimana prossima. Non tanto in termini di instabilità, perché questa è confermata, piuttosto in termini di aree maggiormente esposte alle piogge.
Gli ultimissimi aggiornamenti dei centri di calcolo, infatti, stanno simulando un quadro barico leggermente diverso da quello prospettato fino a qualche giorno fa.
Nella sostanza, l’ampia circolazione depressionaria, responsabile del maltempo già nel fine settimana prossimo e con perno principale sui settori occidentali europei, tra Francia e Penisola Iberica, non preserverebbe questa collocazione di massima, più decentrata ad Ovest.
Piuttosto, a causa di un improvviso e progressivo rafforzamento di un’alta pressione di blocco atlantica, per di più in migrazione dai settori centro occidentali oceanici verso l’Ovest Europa, andrebbe concretizzandosi una saccatura instabile decisamente più centrale sull’Europa e anche sul Mediterraneo.
Di conseguenza, azioni depressionarie, in sviluppo nel cuore della saccatura, andrebbero collocandosi, dal 25/26 marzo in poi, decisamente più centrali sul Mediterraneo e proprio a ridosso dell’Italia.
Ne conseguirebbe un tempo insistentemente instabile su buona parte del territorio, ma con fronti più efficaci, più sostanziosi e anche più ricorrenti, anziché verso le regioni del Nord, di più verso quelle centro-meridionali in genere e, tra queste, in misura maggiore sulle aree del Medio Adriatico e del basso Tirreno.
Dunque, un’azione instabile più meridiana che sposterebbe le piogge più ricorrenti verso il Centro Sud, mentre, con i dati fino a ieri e in presenza di un flusso umido più occidentale, erano dati più esposti alle piogge i settori settentrionali.
Oltre a questa modifica, in termini di aree maggiormente esposte alle precipitazioni, sarebbe da rilevare una modifica anche di tipo termico.
Una circolazione più meridiana, quindi con fulcro depressionario più centrale verso l’Europa e il Mediterraneo, indurrebbe correnti via via più fresche di matrice subpolare marittima anche verso l’Italia.
Beninteso, non si tratterebbe di aria fredda, tuttavia con valori certamente più consoni al periodo e con nuovo rientro in media generale, da mercoledì 26 e fino a fine mese, dopo il significativo rialzo termico nel weekend e a inizio settimana.
Maggiori dettagli sull’evoluzione del tempo per la prossima settimana, l’ultima di marzo, nei nostri quotidiani aggiornamenti.
