Ci siamo chiesti se la super alluvione avvenuta lungo il fiume Po, soprattutto nell’area del suo delta, nel novembre del 1951, si potrà ripetere in futuro, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici che stanno modificando notevolmente il regime pluviometrico.
Abbiamo svolto delle sommarie ricerche, nel 1951 non erano attive tutte quelle opere di contenimento che sono state eseguite nel corso di decenni successivi. In teoria, un’alluvione della gravità come quella del 1951 non dovrebbe ripetersi, a meno che non vi siano precipitazioni di maggior portata su tutto il bacino idrografico, o parte di esso, del fiume Po.
Negli ultimi anni, più volte si è parlato del rischio di esondazione del fiume Po. I mass-media hanno trasmesso dirette televisive dove mostravano il fiume in piena. Ma l’alluvione del 1951 è un qualcosa quasi inimmaginabile, è un evento gravissimo che può essere paragonato probabilmente a quello che è avvenuto in Germania questa estate, dove però la situazione era molto differente. Dove le vittime accertate sono state almeno 180, i territori coinvolti sono popolati da alcuni milioni di abitanti. Ma da quelle parti la piena avuto un’intensità che forse in Italia non saremmo in grado di contenere su alcun corso d’acqua.
E per l’appunto, tenuto conto quello che è successo in Germania, dove si sono verificate condizioni atmosferiche straordinarie, c’è da chiedersi se tutte le opere di contenimento realizzate potranno salvare i territori a valle da eventuali piene straordinarie del fiume Po.
Abbiamo trovato parecchi studi merito, alcune proiezioni. Tuttavia, i cambiamenti climatici hanno effetti imprevedibili, giungono improvvisi e possono essere devastanti. Un recentissimo evento meteorologico può essere considerato un campanello di allarme per l’Italia, ci riferiamo soprattutto alla tempesta Vaia che ha interessato con una furia inaudita soprattutto la parte settentrionale dell’Adriatico. Potremmo anche citare l’alta marea straordinaria che ha investito la laguna veneta appena qualche anno fa, causando danni diffusi, e causata da un improvviso approfondimento di un ciclone extra tropicale.
E tutti questi sono fenomeni atmosferici così estremi, potrebbero superare le barriere di alcune delle opere realizzate. Si veda ad esempio il Mose di Venezia. Ma tornando a parlare dell’alluvione del Po, una nuova se ne ebbe nel 1961, ma fu che calmiera dalle opere di contenimento realizzate nel frattempo, ma anche dalla presa di coscienza da parte delle autorità che qualcosa si sarebbe potuto fare per evitare il grave disastro.
L’alluvione del fiume Po fu causa tra le province di Rovigo e Venezia della morte di 101 persone, ma 7 furono dispersi.
La colpa del disastro fu attribuita a varie autorità e persone che avevano la responsabilità di provvedere a gestire l’evento devastante. Tuttavia, la quantità di acqua che transitò lungo il Po fu qualcosa di straordinario.