Altre ricerche hanno considerato lโuso di alghe e licheni per la terraformazione, ma i muschi, come S. caninervis, offrono vantaggi significativi grazie alla loro tolleranza allo stress, alla capacitร di crescita fotoautotrofica e alla produzione di una notevole quantitร di biomassa in condizioni avverse.
I muschi sono tra le prime piante terrestri apparse sulla Terra, sviluppando una resistenza a condizioni estreme che ha permesso loro di sopravvivere nei primordi del nostro pianeta. Gli esperimenti hanno esposto S. caninervis a condizioni simili a quelle di Marte, come alte dosi di radiazioni gamma, bassi livelli di ossigeno, freddo estremo e siccitร . I risultati mostrano che il muschio puรฒ perdere oltre il 98% del suo contenuto idrico e riprendersi rapidamente, un fenomeno descritto come โessiccazione senza morireโ. ร sorprendente anche la capacitร della pianta di rigenerare nuovi rami dopo essere stata conservata a -80 gradi Celsius per cinque anni o in azoto liquido a -195,8 gradi Celsius per un mese.
Le caratteristiche morfologiche uniche di S. caninervis, come le foglie contorte che riducono la superficie e limitano la traspirazione, e le ariste che offrono una fotoprotezione efficace contro lโintensa radiazione UV, temperature estreme e perdita di acqua, sono cruciali per la sua sopravvivenza. Anche le strutture cellulari come la parete cellulare, la membrana cellulare e i cloroplasti rimangono intatti anche in stato di completa disidratazione.
In condizioni di stress, S. caninervis entra in uno stato di dormienza metabolica selettiva, conservando metaboliti essenziali che facilitano una rapida ripresa. Ad esempio, mantiene alti livelli di saccarosio e maltosio, che agiscono come agenti osmotici e stabilizzano lโarchitettura cellulare, fornendo energia necessaria per una rapida ripresa.
Lo stress induce anche lโattivazione di geni che codificano per proteine fotoprotettive e enzimi che neutralizzano le specie reattive dellโossigeno prodotte dalle radiazioni. Questa tolleranza multistrato offre protezione in condizioni stressanti e permette un rapido riparo cellulare e recupero dellโattivitร fisiologica quando le condizioni diventano favorevoli.
Queste scoperte gettano le basi per la costruzione di abitati umani sostenibili oltre la Terra. Tuttavia, rimane aperta la questione se lโumanitร debba perseguire la terraformazione di Marte, considerando le possibili conseguenze sociali su scala extraterrestre e le implicazioni etiche di trasformare un intero pianeta.