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      Un antico oceano nel cuore dell’Asia: come si è formato e come è finito oltre 300 milioni di anni fa

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 07/07/2024
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      3 Min Lettura
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      Circa 410 milioni di anni fa, un’intensa attività geologica causata da un plume mantellare ha provocato la frattura della crosta terrestre nella regione che oggi conosciamo come Mongolia nordoccidentale. Questo fenomeno ha portato alla formazione di un oceano, denominato Oceano Mongol-Okhotsk, il quale è rimasto attivo per circa 115 milioni di anni.

       

      Il processo di apertura e successiva chiusura di questo oceano è un esempio dei cicli di Wilson, che descrivono la dinamica di frammentazione e ricongiungimento dei supercontinenti. Questi cicli si sviluppano molto lentamente, con movimenti inferiori a a 2,5cm all’anno, come sottolineato dal co-autore dello studio, Daniel Pastor-Galán, geoscienziato del Consiglio Nazionale di Ricerca Spagnolo a Madrid.

       

      La ricerca, condotta principalmente attraverso l’analisi di rocce vulcaniche risalenti al periodo Devoniano (tra 419 e 359 milioni di anni fa), ha evidenziato come i plume mantellari siano spesso responsabili delle prime fasi dei cicli di Wilson, ovvero la rottura dei continenti e l’apertura degli oceani, similmente a quanto osservato con l’Oceano Atlantico.

       

      Durante il Devoniano, un’epoca definita “l’Età dei Pesci”, i continenti principali erano Laurentia e Gondwana, circondati da una serie di microcontinenti che, nel tempo, si sono aggregati attraverso un processo di accrezione. Questi microcontinenti, collocati in quella che è oggi l’Asia, si sono gradualmente uniti, formando una massa continentale più estesa.

       

      Il team di ricerca, guidato da Mingshuai Zhu, professore di geologia e geofisica presso l’Accademia Cinese delle Scienze, ha iniziato le indagini sul campo nel 2019 nella Mongolia nordoccidentale, dove sono emerse le rocce formatesi durante le collisioni continentali. Analizzando l’età e la composizione chimica di questi strati rocciosi, gli scienziati hanno potuto confermare che tra circa 410 e 415 milioni di anni fa si è verificata l’apertura dell’Oceano Mongol-Okhotsk.

       

      Le analisi hanno rivelato che la presenza di un plume mantellare, caratterizzato da roccia del mantello particolarmente calda e galleggiante, ha giocato un ruolo cruciale nella formazione dell’oceano. Questo plume ha agito in un contesto geologico complesso, interagendo con zone di debolezza tra i microcontinenti accreti, facilitando così l’apertura oceanica.

       

      Il ciclo di vita dell’oceano si è concluso nello stesso punto in cui era iniziato, un modello comune nei cicli oceanici. Tuttavia, lo studio si è concentrato principalmente sulla fase di apertura dell’oceano, lasciando spazio a ulteriori ricerche per una comprensione più completa del fenomeno.

       

      I risultati ottenuti hanno stimolato ulteriori indagini, con l’obiettivo di sviluppare modelli informatici che possano descrivere più dettagliatamente la complessa tettonica associata all’antico oceano Devoniano. Questi modelli aiuteranno a comprendere meglio le dinamiche di interazione tra mantello e crosta terrestre in contesti geologici simili, contribuendo significativamente alla scienza geologica e alla nostra comprensione della storia della Terra.

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