
Nel suo annuale “Libro Blu” sul clima, la CMA ha documentato come l’anno scorso le temperature medie nazionali abbiano raggiunto livelli record, causando un ritiro senza precedenti dei ghiacciai e il disgelo del permafrost nel nord-ovest del paese. La Cina si autodefinisce come uno dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, trovandosi di fronte alla necessità di adattarsi a pattern meteorologici in rapida evoluzione e a un innalzamento del livello del mare superiore alla media globale.
Yuan Jiashuang, vice-direttore del Centro Nazionale per il Clima della CMA, ha sottolineato la particolare sensibilità della regione ai cambiamenti climatici globali, prevedendo impatti significativi. Ha inoltre avvertito che, mantenendo alti livelli di emissioni, gli eventi di calore estremo, che attualmente si verificano una volta ogni cinquant’anni, potrebbero presentarsi ogni due anni entro la fine del secolo. Anche le precipitazioni potrebbero raddoppiare e diventare ancora più imprevedibili.
Recentemente, il sud della Cina è stato colpito da piogge torrenziali e inondazioni, mentre in diverse aree del nord e del centro del paese sono stati registrati record di temperature, mettendo a rischio le colture e aumentando la pressione sulle reti elettriche. Le temperature medie da marzo a maggio sono state le più alte dal 1961, secondo i dati ufficiali. La CMA ha anche previsto che due tifoni potrebbero colpire la Cina continentale a luglio, muovendosi in direzione ovest o nord-ovest.
L’anno scorso, due potenti tifoni, Doksuri e Haikui, hanno toccato terra, causando piogge record in alcune aree, inondazioni e evacuazioni su vasta scala. Con l’avvicinarsi di un’altra estate torrida, la CMA prevede che le temperature rimarranno elevate nella maggior parte delle aree del paese nei prossimi mesi, segnalando il secondo consecutivo anno di calore estremo.