METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Scoperta sorprendente di brina sui vulcani marziani vicino all’equatore pensata impossibile
      Magazine

      Scoperta sorprendente di brina sui vulcani marziani vicino all’equatore pensata impossibile

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 02/07/2024
      Condividi
      5 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      L’immagine ad alta risoluzione mostra la recente scoperta di brina sulla cima di Olympus Mons, il vulcano più alto non solo su Marte ma in tutto il Sistema Solare. La brina, che appare di colore blu, si trova sul fondo della caldera del vulcano e lungo il suo bordo settentrionale. È assente sulle pendici ripide e ben illuminate visibili a sinistra dell’immagine. Le missioni dell’ESA hanno rilevato la presenza di brina vicino all’equatore di Marte, un ritrovamento sorprendente data l’alta temperatura tipica di quella zona. Questa brina, che appare temporaneamente sui vulcani di Tharsis, suggerisce un microclima unico e una circolazione dell’aria particolare ad alte altitudini. La scoperta, resa possibile dagli orbiter dell’ESA ExoMars TGO e Mars Express, rappresenta un passo significativo nella comprensione della dinamica atmosferica marziana e potrebbe influenzare le future esplorazioni.

       

      Per la prima volta, è stata osservata brina d’acqua vicino all’equatore di Marte, grazie alle missioni ExoMars e Mars Express dell’ESA. La brina si trova in cima ai vulcani di Tharsis, i più alti non solo su Marte ma in tutto il Sistema Solare. È stata osservata per la prima volta dall’ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) dell’ESA, e successivamente da un altro strumento a bordo del TGO e dal Mars Express dell’ESA.

       

      La regione di Tharsis su Marte ospita numerosi vulcani, tra cui Olympus Mons e i Tharsis Montes: Ascraeus, Pavonis e Arsia Mons. Molti di questi vulcani sono colossali, svettando sopra le pianure circostanti con altezze che vanno da una (Pavonis Mons) a tre (Olympus Mons) volte quella del Monte Everest terrestre. Questi vulcani presentano caldere, grandi cavità, nei loro vertici, formatesi quando le camere magmatiche si sono svuotate durante le eruzioni passate. I ricercatori propongono che l’aria circoli in modo peculiare sopra Tharsis; ciò crea un microclima unico all’interno delle caldere dei vulcani lì presenti che permette la formazione di zone di brina.

       

      Le zone di brina sono presenti per poche ore intorno all’alba prima di evaporare alla luce del sole. Nonostante siano sottili – probabilmente solo un centesimo di millimetro di spessore – coprono un’area vasta. La quantità di brina rappresenta circa 150.000 tonnellate di acqua che si scambiano tra superficie e atmosfera ogni giorno durante le stagioni fredde, l’equivalente di circa 60 piscine olimpioniche.

       

      Adomas, Nicolas e i colleghi hanno individuato brine sui vulcani di Tharsis di Olympus, Arsia e Ascraeus Mons, e Ceraunius Tholus. Modellare come si formano queste brine potrebbe permettere agli scienziati di rivelare altri segreti di Marte, inclusa la localizzazione dell’acqua e il suo movimento tra i serbatoi, e comprendere la complessa dinamica atmosferica del pianeta. Tale conoscenza è essenziale per la nostra futura esplorazione di Marte e la nostra ricerca di possibili segni di vita al di fuori della Terra.

       

      Questa scoperta segna la prima volta che la brina è stata trovata all’equatore di Marte. Ma perché non era stata notata prima? “Ci sono diverse ragioni: innanzitutto, abbiamo bisogno di un’orbita che ci permetta di osservare una località al mattino presto. Mentre i due orbiter marziani dell’ESA – Mars Express e TGO – hanno tali orbite e possono osservare in ogni momento della giornata, molti altri enti sono invece sincronizzati con il Sole e possono osservare solo nel pomeriggio”, aggiunge Adomas.

       

      La scoperta della brina si è basata sulla collaborazione tra due esploratori marziani in orbita dell’ESA: ExoMars TGO e Mars Express. TGO è arrivato su Marte nel 2016 e da allora ha mappato e studiato la superficie, l’atmosfera e l’acqua di Marte. Mars Express orbita attorno a Marte dal 2003, esplorando la superficie, il sottosuolo, i minerali, i fenomeni e l’atmosfera del pianeta da due decenni.

      Seguici su Google
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?