
Il team di ricerca, composto da scienziati dell’Università dell’Oregon, del US Geological Survey e dell’Università di Sichuan in Cina, ha analizzato una serie di 12 esplosioni consecutive che si sono verificate in rapida successione. Queste esplosioni sono state causate da un improvviso aumento di pressione dovuto al collasso del suolo sopra il serbatoio magmatico, che ha spinto in aria frammenti di roccia e gas caldi, in maniera simile a come un giocattolo a stomp-rocket lancia un proiettile quando viene calpestato.
Il vulcano Kīlauea è noto per la sua attività costante e per essere uno dei più monitorati al mondo, grazie alla vasta rete di strumenti scientifici installati nella zona. Questi strumenti includono sensori di terra che registrano le vibrazioni e dispositivi che analizzano i gas emessi. Grazie a questa copertura strumentale, gli scienziati hanno potuto raccogliere una quantità di dati superiore rispetto alle normali condizioni, permettendo loro di esaminare in dettaglio le dinamiche specifiche delle eruzioni.
Prima di ogni esplosione al cratere del vulcano, il magma veniva lentamente drenato da un serbatoio sotterraneo, alimentando flussi di lava a 40 chilometri di distanza, sul fianco orientale del vulcano. Man mano che il serbatoio si svuotava, il terreno sopra di esso, situato all’interno della caldera, collassava improvvisamente. Questo causava un rapido aumento della pressione nel serbatoio, comprimendo il gas magmatico e i detriti accumulati, che venivano poi espulsi attraverso un condotto, creando un’esplosione attraverso una bocca eruttiva nel cratere di Kīlauea.
Questa sequenza di eventi non solo ha offerto una spettacolare dimostrazione di forze naturali, ma ha anche fornito agli scienziati preziose informazioni sul comportamento del vulcano. La capacità di collegare le osservazioni geofisiche alle proprietà della colonna eruttiva atmosferica è stata particolarmente significativa, poiché ha aperto nuove vie per osservare le eruzioni e combinare le misurazioni dei sensori con simulazioni al computer per valutare meglio i rischi associati.
Nonostante la natura apparentemente semplice di queste eruzioni minori, il comportamento del vulcano Kīlauea rimane complesso. Le vie di ascesa del magma sono spesso geometricamente intricate, offrendo una visione più sfumata e dettagliata dei sistemi di condotte vulcaniche rispetto a quanto suggerito dai modelli tradizionali. Questo studio sottolinea l’importanza di continuare a esplorare e comprendere i meccanismi interni dei vulcani, che possono variare notevolmente e influenzare significativamente sia le previsioni eruttive sia le strategie di mitigazione dei rischi.
In definitiva, la ricerca sulle eruzioni del 2018 a Kīlauea non solo ha rivelato un nuovo meccanismo eruttivo, ma ha anche rafforzato l’idea che ogni vulcano ha caratteristiche uniche che necessitano di essere studiate con attenzione per prevedere accuratamente le future attività e proteggere efficacemente le comunità a rischio.