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      Home » Il pianeta di Star Trek era un’illusione causata da una stella: probabilmente non è mai esistito
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      Il pianeta di Star Trek era un’illusione causata da una stella: probabilmente non è mai esistito

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 03/07/2024
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      3 Min Lettura
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      Un pianeta extrasolare, noto come HD 26965 b e spesso paragonato a Vulcano, il mondo di origine di Spock nella serie Star Trek, potrebbe non essere mai esistito. Originariamente annunciato nel 2018, questo corpo celeste si pensava orbitasse attorno a 40 Eridani A (o Keid), una stella parte di un sistema stellare triplo situato a circa 16,3 anni luce dalla Terra. Tuttavia, recenti studi condotti da un team di scienziati guidato dall’astronoma Abigail Burrows del Dartmouth College hanno messo in dubbio la sua esistenza.

       

      Utilizzando uno strumento della NASA chiamato NEID, situato all’Osservatorio Nazionale di Kitt Peak, i ricercatori hanno scoperto che le oscillazioni osservate nella stella non erano causate da un pianeta in orbita, ma piuttosto da pulsazioni e jitter intrinseci della stella stessa. Queste nuove misurazioni della velocità radiale hanno dimostrato che ciò che sembrava un segnale planetario era in realtà il risultato di movimenti del plasma caldo e freddo nella zona di convezione di Keid, che interagisce con caratteristiche superficiali come macchie scure e regioni attive luminose chiamate “plages”.

       

      Il metodo della velocità radiale, che utilizza piccoli spostamenti nella luce di una stella causati dalla forza gravitazionale di un pianeta in orbita, è stato fondamentale in questo studio. Questo metodo è analogo all’effetto Doppler, che influisce sulle onde sonore sulla Terra. Quando un’ambulanza si avvicina, le onde sonore della sua sirena sono compresse, rendendo il suono più acuto, e quando si allontana, le onde sonore si distanziano e il suono diventa più grave.

       

      HD 26965 b era stato classificato come un super-Terra, con una massa stimata in circa 8 volte quella della Terra, ma inferiore a quella di Nettuno. Si sospettava che orbitasse la sua stella madre a circa il 22% della distanza tra la Terra e il Sole, completando un’orbita in circa 42 giorni terrestri. Tuttavia, le misurazioni di alta precisione della velocità radiale effettuate con NEID hanno ora smentito queste ipotesi, dimostrando che le variazioni osservate erano attribuibili a fenomeni stellari piuttosto che alla presenza di un pianeta.

       

      Questo sviluppo rappresenta un passo avanti significativo per la scienza degli esopianeti, poiché dimostra che le misurazioni della velocità radiale possono essere affinate per distinguere più accuratamente i segnali planetari dai movimenti naturali delle stelle. Questi risultati sono stati pubblicati su The Astronomical Journal.

      Sebbene la scoperta possa deludere i fan di Star Trek, apre nuove prospettive per future ricerche nel campo della detezione di esopianeti e migliora la nostra comprensione delle dinamiche stellari.

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