Negli anni โ80, fu scoperto che alcuni individui, nonostante presentassero cambiamenti cerebrali tipici di uno stadio avanzato della malattia di Alzheimer, non mostravano sintomi evidenti di demenza durante la loro vita. Da ciรฒ emerse lโipotesi che una maggiore riserva cognitiva potesse fornire un effetto protettivo differenziale. La riserva cognitiva si costruisce attraverso lโistruzione avanzata, lavori complessi, attivitร fisiche e ricreative continue e interazioni sociali salutari. Tuttavia, livelli elevati o persistenti di stress sono associati a ridotte interazioni sociali, diminuita capacitร di partecipare a attivitร fisiche e ricreative e un aumentato rischio di demenza.
Il team di ricerca ha analizzato come la riserva cognitiva fosse associata alla cognizione e come questa associazione fosse influenzata dallo stress fisiologico (livelli di cortisolo nella saliva) e dallo stress psicologico percepito. ร emerso che una maggiore riserva cognitiva migliora la cognizione, ma lo stress fisiologico sembra indebolire questa associazione.
I risultati dello studio indicano che strategie di gestione dello stress, come esercizi di mindfulness e meditazione, potrebbero ridurre i livelli di cortisolo e migliorare la cognizione, rappresentando un valido complemento alle attuali interventi sullo stile di vita per la prevenzione dellโAlzheimer.
Nonostante il campione limitato di partecipanti riduca la possibilitร di trarre conclusioni robuste, i risultati sono generalizzabili a gruppi di pazienti simili. Inoltre, sebbene i ricercatori abbiano controllato lโuso di farmaci per dormire, non hanno considerato altri aspetti del sonno che potrebbero compromettere la cognizione.
In futuro, il team di ricerca continuerร a studiare lโassociazione tra stress, disturbi del sonno e come questi influenzino la riserva cognitiva nei pazienti delle cliniche della memoria.