
Il 13 aprile 2029, una data che cade di venerdì, Apophis sarà visibile a occhio nudo, dominando il cielo notturno come un luminoso presagio. La missione OSIRIS-APEX della NASA, precedentemente nota come OSIRIS-REx, sarà pronta per incontrare questo asteroide vicino alla Terra (NEA). Tuttavia, questa missione potrebbe non essere sola, poiché si prevede la partecipazione di numerosi piccoli satelliti nell’ambito del progetto “NEAlight”, guidato dall’ingegnere spaziale Hakan Kayal dell’Università Julius-Maximilians di Würzburg (JMU).
Il progetto NEAlight ha esposto tre concetti innovativi per i satelliti che potrebbero essere impiegati per sfruttare al massimo questo passaggio ravvicinato. L’obiettivo principale è raccogliere dati che potrebbero non solo ampliare la nostra comprensione del sistema solare, ma anche contribuire allo sviluppo di misure di difesa contro gli asteroidi pericolosi. Questi satelliti avranno il compito di documentare e analizzare la composizione chimica di Apophis, offrendo agli scienziati dettagli preziosi sulla formazione del sistema solare circa 4,6 miliardi di anni fa.
Apophis è stato scoperto nel 2004 e rapidamente è salito ai vertici delle classifiche che misurano il rischio degli asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA). La sua dimensione e la traiettoria vicina alla Terra lo hanno mantenuto in cima alla lista di rischio di impatto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e al Sentry Risk Table della NASA per 17 anni. Solo dopo un passaggio ravvicinato nel marzo del 2021, gli scienziati della NASA hanno potuto confermare che Apophis non colpirà la Terra per almeno 100 anni.
Nonostante la certezza che non ci sarà una collisione nel prossimo secolo, l’impatto scientifico del passaggio del 2029 sarà significativo. Agenzie spaziali di tutto il mondo seguiranno attentamente la sua traiettoria, sfruttando l’opportunità per studiare un asteroide che si è formato nello stesso periodo dei pianeti dal materiale residuo intorno al giovane sole.
Il team JMU ha proposto tre concetti per i futuri incontri con Apophis. Il primo concetto prevede un piccolo satellite che accompagnerà Apophis per due mesi durante il suo avvicinamento alla Terra nel 2029, rimanendo nelle vicinanze anche nelle settimane successive. Questa missione, di durata e distanza significative, richiederà che il satellite funzioni autonomamente per lunghi periodi.
Il secondo concetto riguarda l’integrazione con una missione più grande pianificata dall’ESA chiamata RAMSES, che porterà con sé strumenti di misurazione e telescopi. Un satellite progettato dal team JMU potrebbe essere incluso in questa missione, promettendo una raccolta di conoscenze scientifiche più ampia con uno sforzo tecnico minore.
Il terzo concetto prevede un breve incontro con Apophis durante il suo punto di massima vicinanza alla Terra, catturando immagini rapide ma preziose. Questo approccio richiederebbe meno risorse e sarebbe economicamente vantaggioso, sebbene il tempo limitato di osservazione possa ridurre l’ammontare di dati raccolti.
Ogni concetto rappresenta una strategia diversa per approfittare di questa rara opportunità di studiare da vicino un NEA. Oltre alla visita di Apophis, queste idee potrebbero essere applicate anche a future missioni verso altri pianeti del sistema solare o altri asteroidi vicini alla Terra interessanti.