MeteoGiornale Production

Prima parte autunnale: tante perturbazioni e rischio alluvioni

Prospettive di Mediterraneo depresso con ricorrente maltempo

L’autunno meteorologico è iniziato da appena qualche giorno ed eccoci, dunque, alle nostre consuete analisi sul possibile andamento stagionale, per lo meno per la prima parte di questa nuova stagione. La nostra ultima indagine sui dati simulati dai centri di calcolo tarati per l’evoluzione stagionale si allunga a circa 40 giorni, quindi sostanzialmente fino a quasi metà Ottobre. Vediamo nel dettaglio quale potrebbe essere l’evoluzione di massima, sottolineando, come sempre, che queste esposte non sono previsioni, piuttosto mere tendenze sulla base della stima delle anomalie bariche a scala euro-atlantica, delle anomalie termiche attuali e, quindi, sulla possibile loro influenza sull’evoluzione atmosferica successiva, incrociando questi dati anche con quelli statistici.

Intanto rileviamo brevemente che questa lunga estate 2026, particolarmente calda e senz’altro tra le più roventi di sempre (la cui reale portata verrà valutata a breve, dopo aver vagliato tutti i dati che l’hanno connotata), dovrebbe avere i giorni contati: sul finire di questa prima decade di Settembre essa potrebbe essere definitivamente compromessa per via dell’avanzata decisa del fronte sub-polare verso sud e dell’avvento di correnti umide e instabili via via più insistenti e anche più incisive.

Il quadro barico atteso sull’Europa

Dunque, seconda e terza decade di Settembre con instabilità più ricorrente sull’Italia e quadro termico che perderebbe progressivamente sostanza già sul finire della prima decade e poi per il corso del mese. Dai dati ultimi elaborati dai maggiori centri di calcolo sul lungo periodo e, più nello specifico, dal Centro europeo ECMWF, si deduce, tuttavia, che le temperature, per quanto in apprezzabile e anche fisiologico calo, potrebbero tendere verso le medie o per diverse fasi ancora un po’ sopra, ma non si rilevano tendenze a valori sotto norma, almeno prevalenti. Uno scenario che si sposa con le più recenti proiezioni del modello europeo sulla fine del gran caldo.

Ciò perché l’anomalia barica media evincibile dalle simulazioni vedrebbe una propensione a maggiore deficit pressorio in prossimità proprio del Mediterraneo centro occidentale, con perno depressionario principale tra Baleari, nord Algeria e Sardegna, mentre sul Centro Nord Europa prevarrebbe un’anomalia di pressione positiva. Questo assetto di massima indicherebbe una provenienza prevalente delle correnti principali in area mediterranea dai settori occidentali o meridionali, magari solo temporaneamente qualche azione settentrionale. Aria, quindi, mediamente mite, ma non tanto distante dalla media tipica del periodo e spesso instabile. Circa quest’ultimo aspetto, ossia quello dell’instabilità, esso potrebbe costituire la parte più significativa, via via, della fase oggetto di analisi, ossia i prossimi 40 giorni e fino a metà Ottobre circa.

Piogge in crescendo progressivo su tutta l’Italia

I dati vagliati ci suggeriscono un andamento delle precipitazioni in aumento graduale su tutto lo Stivale. Nella fase dal 7 al 15 Settembre le piogge si farebbero più presenti su tutto il territorio, dunque anche lì dove più assenti nel periodo pregresso, ma in modo particolare sulle aree centro orientali del Nord e, via via, sul medio e alto Adriatico: su questi settori accumuli anche un po’ sopra media.

Per la settimana successiva, fase 16/22, precipitazioni sempre in prevalenza nella norma, con leggero deficit su alta Lombardia e alto Piemonte, mentre potrebbero risultare un po’ sopra le attese su Emilia Romagna, sulle aree adriatiche centrali e in Appennino, anche meridionale, con valori in media localmente su qualche costa tirrenica centro meridionale e sulle coste orientali sarde.

Per qualche giorno a seguire, fase 23/27 Settembre, magari potrebbe esserci anche un intervallo moderatamente anticiclonico, con minori precipitazioni in via generale o comunque più deboli e irregolari, senza grosse anomalie. A seguire, invece, tra fine Settembre e poi per tutta la prima decade di Ottobre, magari anche prima metà, i nuovi dati simulati ipotizzano un periodo di instabilità più accesa, per possibili azioni depressionarie più protratte e anche più profonde, sempre mediamente con fulcro sul Mediterraneo centro occidentale. Per questa fase, 28-29 Settembre/10-13 Ottobre, potrebbe concretizzarsi una lunga azione perturbata, in particolare per il Centrosud Italia, anche per le Isole Maggiori e per l’Emilia Romagna, con piogge oltre la norma su queste aree e per qualche fase anche in maniera significativa.

Il Mare Nostrum bollente e il rischio di alluvioni

Tenendo presenti queste proiezioni di massima, ci sentiamo di poter affermare che il tempo dalla seconda e terza decade di Settembre, poi ancora più da fine mese e per la prima decade di Ottobre, possa prendere una piega sempre più autunnale, con fasi crescenti di instabilità anche pronunciata.

Per di più, considerando un Mare Nostrum particolarmente riscaldato da questa estate rovente, con temperatura marina superficiale un po’ ovunque, attualmente, tra 28 e 30°C, e considerato che, per la latenza termica tipica dell’acqua, i valori potranno persistere molto alti anche per buona parte dell’autunno, perlomeno per la prossima prima parte, è doveroso ipotizzare, in un contesto mediterraneo in prevalenza depresso, occasioni per fasi di forte perturbabilità ed elevato rischio di alluvioni.

Le condizioni di forte perturbabilità, naturalmente, potranno verificarsi già nel corso di Settembre, a iniziare dal 9/10 e poi nel prosieguo del mese, ma potranno manifestarsi con particolare violenza proprio con l’avvento di Ottobre e nella sua prima parte.

La mappa delle anomalie di precipitazione

Nell’immagine interna abbiamo evidenziato le anomalie di precipitazione attese dal 10 Settembre circa al 10 Ottobre circa. È ben evidente come su gran parte d’Italia siano attese piogge sopra media, con surplus più significativo tra Emilia Romagna, nord, est e sud Toscana, su aree appenniniche centro meridionali, su basso Lazio, su Campania, su diverse aree calabresi, su est Sardegna e su sudest Sicilia.

Gli accumuli sono attesi ricorrentemente fino al 20/30% più della norma, aree in blu tenue, mentre sulle zone in blu più intenso si arriverebbe fino al 40/50% in più. Precipitazioni nella misura del 10/20% in più sul resto del Centrosud e delle isole, anche diffusamente sul resto del Nord, fatta eccezione per le aree tra centro nord Piemonte e ovest/nord-ovest Lombardia, qui con piogge dal 10 al 20/30% in meno. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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